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Intesa Sanpaolo, l ’utile oltre le previsioni “Ora l’integrazione con Ubi”

Come se il lockdown non ci fosse stato, Intesa Sanpaolo archivia «il miglior secondo semestre della storia», nelle parole dell’ad Carlo Messina che ha presentato i conti a giugno con un utile netto per 1,41 miliardi, più degli 1,21 di un anno prima e molto più degli 887 milioni attesi dalla media degli operatori su Bloomberg .
Il risultato è formato dalla tenuta delle maggiori voci nel trimestre (margine d’interesse, commissioni, bancassicurance), un lieve taglio dei costi a 2,23 miliardi e la contabilizzazione della plusvalenza 2019 per la vendita di attività a Nexi (1,1 miliardi, già in parte usati per aumentare le riserve su crediti deteriorati che salgono a 1,39 miliardi dai 550 milioni precedenti). Queste poche cifre hanno acceso l’azione in Borsa fino a 1,79 euro, +5% contro il +1,48% dell’indice Stoxx bancario. La capitalizzazione sale ora a 31,4 miliardi, e dal 6 agosto ingloberà i 4,25 miliardi di Ubi (ormai a rimorchio: +2,74% ieri) fino a 35,65 miliardi, per scavalcare la spagnola Santander (32 miliardi) e avvicinare la francese Bnp Paribas (45,2 miliardi).
«Con l’acquisizione di Ubi, Intesa Sanpaolo si proietta nelle primissime posizioni tra le banche Eurozona: diventiamo seconda per capitalizzazione, sesta per risultato operativo e ottava per attivo. Un passaggio di grande rilevanza – ha commentato l’ad Carlo Messina, che non può più nascondere le ambizioni di leadership europea – . Ora si apre un nuovo capitolo: insieme alle persone di Ubi, che sarà mia cura valorizzare, abbiamo un maggior potenziale di crescita e saremo in grado di ricoprire il ruolo di leader nello scenario europeo».
Messina ha confermato il ruolo pilota della Bce, che «auspicava una mossa come la nostra, e ha invitato le banche europee al consolidamento ». Su tempi e modi delle prossime tappe, ha aggiunto: «Per 6-9 mesi noi saremo impegnati nell’integrazione di Ubi, che spero si concluda tra febbraio e aprile 2021. Devo accertarmi che le cose funzionino dentro il gruppo prima di immaginare di poterne fare altre». Appuntamento al 2021, per «il nuovo piano strategico della combinazione con Ubi, che già così ci renderà una delle banche con più capacità di reddito ed eccesso di patrimonio in Europa». Da lì si potrebbe ripartire verso altri lidi.
Una parte del patrimonio tesaurizzato oggi per il veto della Bce a distribuire cedole nel 2020 Intesa potrebbe recuperarla con future erogazioni extra, a valere sull’utile 2019 (4 miliardi). Oltre alla prevista distribuzione di dividendi cash dall’utile netto 2020, la banca «intende ottenere l’ok della Bce per una distribuzione da riserve nel 2021 alla luce dell’utile 2019», riporta una nota. Sul 2020 Intesa Sanpaolo stima utili «non inferiori a 3 miliardi»: e un 86% è già in cassa con i 2,56 miliardi del semestre.
Domani si terrà il cda di Ubi, che dovrebbe cooptare Gaetano Miccichè, presidente della divisione Imi di Intesa, come ad per la transizione.
Resterà invece fino «alla nomina del nuovo cda» la presidente di Ubi Letizia Moratti, che ieri per lettera ai dipendenti ha reso note le dimissioni da quel termine, verso settembre.
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