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Intesa Sanpaolo incorpora Banca Imi. Una divisione corporate&investment

Mentre prosegue il percorso dell’Ops su Ubi (tra oggi e domani è atteso l’ok Consob al prospetto mentre la partenza dell’offerta è prevista per inizio luglio), Intesa Sanpaolo porta a compimento l’incorporazione di Banca Imi. Come anticipato da Il Sole 24 Ore lo scorso 4 aprile, dopo l’ok arrivato nei mesi scorsi da Bce, Ca’ de Sass ha concluso l’iter per accompagnare la controllata Banca Imi sotto il proprio ombrello: lo scorso 6 maggio l’assemblea di Banca Imi ha infatti approvato la fusione con la casa madre. Nasce così la divisione Imi Corporate&Investment Banking, che rimane sotto la guida di Mauro Micillo, e che porterà avanti l’eredità del marchio storico Imi in piena continuità aziendale con l’attività svolta fino ad oggi. «Negli anni più recenti Banca Imi è stata artefice di grandi casi impreditoriali, storie di crescita e di risanamento – spiega Gaetano Miccichè, che da presidente di Banca Imi assumerà l’incarico di chairman della divisione – e l’integrazione rappresenta l’ultimo tassello di un percorso di eccellenza».

Forte dei risultati maturati in questi anni – oltre 1,4 miliardi di risultato netto di Imi nel 2019, in crescita del 74% sull’anno precedente – la divisione si appresta a rafforzare la sua leadership in Italia in caso di successo dell’Ops su Ubi. «Crediamo che se questa operazione andrà in porto ci saranno benefici oggettivamente evidenti per gli stakeholder e le comunità», dice Micillo. I rapporti di forza tra le due banche, sotto questo profilo, sono chiaramente a favore di Intesa Sanpaolo: tra Imi e l’area di banca d’investimento, Intesa conta circa 4mila risorse, contro le 234 di Ubi, che da parte sua ha previsto a piano industriale una crescita a 294 persone entro il 2022 e una crescita dei proventi dai 134 milioni del 2019 al 164 del 2022. «Come dimensioni giochiamo due campionati diversi – dice Micillo – ma questo deve essere colto da tutti come un’opportunità, anche da parte dei nuovi potenziali colleghi». Come divisione «se questa operazione come speriamo andrà in porto, siamo pronti ad accogliere i colleghi di Ubi nel gruppo – ha concluso Micillo – Il supporto al territorio e alle aziende è nel nostro dna; abbiamo nel gruppo la divisione Banca dei Territori. E per noi seguire il cliente 365 giorni l’anno a 360 gradi è la nostra ossessione».

Tornando alla fusione di Imi, va detto che per Intesa sono previste sinergie di costi e ricavi. In questi giorni è in dirittura d’arrivo l’adozione di un’unica piattaforma IT tra le due realtà, mentre la fusione sarà efficace entro luglio. Definita la governance della nuova realtà: accanto a Micillo siederà Massimo Mocio, che sarà responsabile del Global Markets & Investment Banking e vice della divisione. Al Chairman Miccichè il compito di curare la relazione con la clientela corporate dando supporto agli indirizzi strategici della divisione.

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