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Intesa Sanpaolo, i poteri a Morelli

di Federico De Rosa

MILANO — «La cosa più difficile — ha confessato il neo superministro Corrado Passera — è stata lasciare Intesa Sanpaolo». Anche per Intesa Sanpaolo, però, non sarà facile fare i conti con il dopo Passera. Il presidente del consiglio di sorveglianza, Giovanni Bazoli e i numeri uno delle Fondazioni Cariplo, Giuseppe Guzzetti e Sanpaolo, Angelo Benessia sono già in movimento per cercare di chiudere rapidamente il cerchio ed evitare di lasciare vuota la casella più importante dell'organigramma di Ca' de Sass, con le conseguenze che questo potrebbe avere sul mercato. La Borsa per il momento ha sospeso il giudizio: ieri il titolo Intesa ha guadagnato lo 0,66% ma è noto che, tanto più di questi tempi, la pazienza dei mercati è limitata.
Per il momento la sostituzione è stata risolta trasferendo le deleghe operative del capoazienda a Marco Morelli, direttore generale vicario e quindi successore naturale in linea gerarchica rispetto all'altro direttore generale, Gaetano Miccichè. Morelli non siede nel consiglio di gestione e dunque non sarà per ora consigliere delegato. Prima di lasciare l'incarico per salire al Quirinale sembra che un'indicazione Passera l'abbia data. Il neo ministro avrebbe raccomandato una scelta interna spiegando che dentro Ca' de Sass le risorse per la successione ci sono e avrebbe fatto i nomi di Morelli, Miccichè e di Carlo Messina, il direttore finanziario di Intesa. Non è detto tuttavia che sarà questo l'assetto. Le consultazioni in corso non starebbero infatti escludendo alcuna possibilità. Nemmeno, quindi, quella di trovare fuori da Piazza Scala il nuovo consigliere delegato. Ed è circolato sul mercato il nome dell'ex direttore generale dell'istituto milanese, Pietro Modiano. Un'ipotesi che metterebbe quindi fuori gioco Morelli, Miccichè e Messina. Nel giro di consultazioni, iniziato già martedì alla vigilia della nomina del nuovo governo, e proseguito ieri a ritmo serrato, sarebbe spuntato anche il nome dello storico plenipotenziario del Credit Agricole, Ariberto Fassati, che godrebbe della stima di Bazoli. Ma a sorpresa si sarebbe parlato pure di un «outsider»: Giampiero Maioli, numero uno di Cariparma, l'istituto una volta controllato da Intesa poi passato all'Agricole in seguito alla fusione tra Ca' de Sass e il San Paolo di Torino.
Di certo per ora c'è solo la volontà di fare presto. Ieri Guzzetti ha detto di essere «fiducioso che gli organi della banca sapranno individuare in tempi rapidi» la soluzione. Il presidente della Fondazione Cariplo ha fatto i complimenti a Passera e alla neoministro del Welfare, Elsa Fornero, vicepresidente di Intesa, il cui ingresso nell'esecutivo di Mario Monti «rende orgogliosa la nostra Fondazione, socio di Intesa Sanpaolo, a cui i due autorevoli ministri hanno prestato, fino ad oggi, il proprio impegno contribuendo ai passaggi cruciali dell'evoluzione e della crescita della banca».
Per quanto riguarda la sostituzione della Fornero è lo Statuto a indicare la soluzione, che prevede la cooptazione nel consiglio di sorveglianza del primo candidato non eletto della «lista a cui apparteneva il componente venuto a mancare», ovvero quella presentata dalla Compagnia di Sanpaolo e dalla Fondazione Cariplo. Si tratterebbe quindi di Guido Ghisolfi o, qualora non fosse disponibile, del nome successivo, Fabrizio Gnocchi.
 

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