Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Intesa Sanpaolo, Gros- Pietro si prepara al terzo mandato

Un piccolo disguido tecnico illumina come un lampo la contesa per la presidenza della prima banca italiana. Venerdì pomeriggio Intesa Sanpaolo ha pubblicato sul sito l’autovalutazione del cda che scade il 30 aprile. Un documento che in 19 pagine tracciava un bilancio alquanto positivo del primo triennio di governo ” monistico” ( cda unico che integra le funzioni di controllo) all’americana, e indicato i requisiti ideali dei futuri 19 consiglieri.
Tutto liscio, e all’insegna della più grande continuità auspicata «per almeno due terzi» dei membri in carica. Senonché, in serata, sul sito dell’istituto è comparsa la versione definitiva del testo, approvato martedì scorso dal cda. Identica ad eccezione di tre righe sul ruolo del presidente: che nel testo bis «dovrebbe auspicabilmente garantire il buon funzionamento del consiglio, favorendo la dialettica interna e assicurando il bilanciamento dei poteri rispetto all’amministratore delegato». La postilla, aggiunta dal Comitato nomine in fase di rifinitura, si è aggiunta all’identikit del presidente ideale: garante di tutti gli stakeholder, esperto di governance e supervisione, pratico del business e norme, capace di leadership e mediazione, con precedenti simili esperienze «in grandi società quotate».
Queste virtù Gian Maria Gros- Pietro, presidente della banca da tre anni dopo tre a capo del consiglio di gestione ( ai tempi del modello duale), le ha da vendere. Un po’ meno il ” bilanciamento”: per cui prima di Natale Francesco Profumo e Giuseppe Guzzetti, ai vertici delle prime due Fondazioni azioniste (rispettivamente San Paolo con il 6,8% e Cariplo con il 4,4%) hanno esplorato la fattibilità di un presidente più dinamico e internazionale. Ma dentro la Compagnia di San Paolo il progetto si è arenato: la vice presidente Licia Mattioli ha fatto leva sul sindaco M5s Chiara Appendino per conservare un ” presidente torinese” ( anche nell’ottica di contendere a Profumo la guida dell’ente nel 2020, si dice). E l’intervento dietro le quinte dell’ad Messina, che avrebbe chiesto alle Fondazioni un orientamento unitario sulla lista, ha rafforzato le chance del Gros-Pietro tris. Lo si saprà verso il 20 marzo, quando le cinque Fondazioni che hanno siglato il patto per la lista si vedranno per i nomi definitivi. E con Messina forse in ottica più ” dialettica” dovrebbe esserci ancora l’economista torinese, classe 1942 già presidente di Iri, Eni, Atlantia.

Andrea Greco

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un balzo in avanti. In parte previsto, ma che comunque apre una prospettiva diversa rispetto al pess...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Decontribuzione dal 50 al 100% per i lavoratori che usciranno dalla cassa integrazione del settore t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dica la verità, senatrice Bongiorno, ma la Lega vuole davvero i fondi del Recovery che sono legati ...

Oggi sulla stampa