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Intesa Sanpaolo: noi e Generali? Valutiamo combinazioni industriali

Generali prende il volo a Piazza Affari mettendo a segno un rialzo dell’8,2%, nel giorno in cui Intesa per la prima volta ammette che il management sta valutando tutte le opportunità «endogene ed esogene» di rafforzamento «del proprio posizionamento competitivo» nel risparmio gestito e la bancassurance, incluse «possibili combinazioni industriali con Assicurazioni Generali». Non è l’annuncio dell’offerta di scambio su cui il mercato sta speculando, ma a qualcosa Ca’ de Sass sta lavorando. Anche guardando in direzione Trieste.

Ieri sotto i riflettori è finita anche Mediobanca, primo socio di Generali con il 13,5%, in rialzo del 5,5% con oltre il 2% del capitale scambiato, quattro volte più della media. Secondo gli operatori non è solo l’effetto Generali. Diversi analisti hanno iniziato a immaginare la possibilità che la banca guidata da Carlo Messina possa valutare di arrivare a Trieste muovendo su Mediobanca, considerata la porta di ingresso del Leone, ora che il ceo di Generali, Philippe Donnet, ha reagito comprando il 3% dei diritti di voto di Intesa. Mossa che secondo il Leone potrebbe sterilizzare eventuali acquisti di azioni di Trieste da parte di Ca’ de Sass. Sulla carta scalare Mediobanca costerebbe meno (7 miliardi di capitalizzazione per Piazzetta Cuccia contro i 25 miliardi di Generali) e l’operazione sarebbe più semplice da costruire. Ma non garantirebbe l’unico obiettivo del gruppo: realizzare un progetto e una combinazione industriale. O, per lo meno, la costruzione sarebbe più complessa. E il Leone resterebbe comunque scalabile, anche se Intesa ha sufficiente potenza di fuoco per respingere un attacco.

Venerdì l’istituto milanese riunisce il consiglio e il presidente Gian Maria Gros Pietro ha chiarito ieri che non si parlerà di Generali. La riunione «è per la preparazione del budget». Per fare chiarezza la Consob ha convocato tra oggi e domani i vertici di Intesa, di Generali e anche quelli di Unicredit, probabilmente in qualità di primo socio di Mediobanca. Piazzetta Cuccia invece, pur essendo maggiore azionista della compagnia triestina, non è stata convocata.

Oggi intanto a Milano si riunirà il board delle Generali, chiamato a ratificare le dimissioni del direttore generale Alberto Minali, che a sorpresa ha deciso di lasciare Trieste, e a nominare il nuovo cfo che dovrebbe essere Luigi Lubelli. Il board farà anche il punto della situazione, in attesa di conoscere meglio le intenzioni di Intesa Sanpaolo.

Ieri sera Ca’ de Sass ha chiarito «in coerenza con il Piano di Impresa 2014-2017 reso noto al mercato, il proprio interesse industriale per la crescita nel settore del risparmio gestito, del private banking e in quello dell’assicurazione in sinergia con le proprie reti bancarie, anche con possibili partnership internazionali» spiegando che «il management valuta regolarmente le opzioni di crescita endogena ed esogena, incluse quelle proposte dalle banche d’affari».

«Tali opportunità, incluse possibili combinazioni industriali con Assicurazioni Generali — conclude la nota —, sono oggetto di valutazioni in corso da parte del management ». Insomma: il progetto su cui sta scommettendo la Borsa è possibile. Ma bisognerà aspettare per conoscere tempie modi o possibili sponde con cui Intesa potrebbe costruire un’eventuale «combinazione industriale» con il Leone di Trieste. In ogni caso le ipotesi si fanno più concrete. E fanno esplicito riferiment o a un orizzonte internazionale .

Federico De Rosa

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