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Intesa Sanpaolo esce da venti società

Intesa Sanpaolo fa ordine nelle partecipazioni e si prepara ad alleggerire il portafoglio di private equity stringendo un’alleanza con il gruppo americano Neuberger Berman. Il progetto è stato esaminato ieri dal consiglio di gestione di Ca’ de Sass, che ha incaricato il consigliere delegato Carlo Messina di finalizzare la trattativa con gli americani. I tempi non saranno lunghi. La firma è attesa entro la fine dell’anno. 
Si tratta di un tassello importante del piano di impresa con cui sta ridisegnando il perimetro e l’articolazione dell’attività di merchant banking di Intesa, con l’obiettivo di rafforzare il core business e ottimizzare l’utilizzo della liquidità, alleggerendo il peso del private equity che sarà gestito con nuove modalità. L’accordo in discussione con Neuberger Berman è piuttosto articolato ma prevede due passaggi fondamentali: il conferimento da parte di Intesa di circa 20 partecipazioni dirette in un nuovo veicolo e la creazione di una newco, partecipata pariteticamente con la società americana, che rileverà la maggioranza del veicolo in cui sono state apportate le quote. La newco, a cui Neuberger Berman dovrebbe apportare capitali freschi, che in parte arriverebbero anche da Ca’ de Sass, si occuperà della gestione delle quote, ossia dei disinvestimenti e degli eventuali nuovi investimenti.
In questo modo Intesa alleggerisce il proprio portafoglio e ne cede anche la gestione diretta, mantenendo però un piede nel settore del private equity. Il perimetro individuato da Messina dovrebbe comprendere, tra le altre, le quote in Fila, Stroili Oro, Yamamay, Guala, Esaote, Ilpea.
L’operazione di riassetto dell’area merchant banking, sotto cui ricadono le attività di private equity, prevede un ulteriore passaggio che riguarda le partecipazioni detenute da Intesa nei fondi. Anch’esse saranno cedute a Neuberger Berman, che le rileverà per intero consentendo così a Ca’ de Sass di uscire completamente dagli investimenti nei fondi di private equity. A essere cedute saranno tra le altre le quote in Clessidra, Apax, Carlyle, Cinven, Apollo. Anche in questo caso in tutto dovrebbero essere 20 partecipazioni.
Al termine dell’operazione, da cui Intesa potrebbe ricavare una liquidità di circa 250-300 milioni di euro, resterebbero in pancia alla banca le quote dirette, una volta erano definite strategiche, come quelle in Telecom Italia, Rcs Mediagroup (la società che edita il Corriere), Generali, Alitalia.

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