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Intesa Sanpaolo, dialogo con il Fisco «Prevenire i rischi di contenziosi»

Intesa Sanpaolo è stata ammessa dall’Agenzia delle Entrate al regime di «adempimento collaborativo». L’istituto guidato da Carlo Messina è stato incluso ieri nell’elenco pubblicato sul sito dell’Agenzia, insieme alla Pirelli, ed è la quarta banca ad accedere dopo Unicredit, Finecobank e Bper.

La «cooperative compliance», introdotta in Italia dal governo Renzi nel 2015, consentirà a Intesa Sanpaolo di poter valutare in anticipo, insieme ai tecnici delle Entrate, quelle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali in modo da risolvere preventivamente potenziali controversie. Per rischio fiscale si intende il rischio di operare in violazione delle norme tributarie o in contrasto con i principi e le finalità dell’ordinamento fiscale. Poterle gestire in via predittiva significa di fatto azzerare la possibilità di contenziosi con il Fisco. Intesa potrà definire in anticipo il regime fiscale al quale assoggettare le operazioni che metterà in atto, dopo averne verificato la correttezza con il fisco. La «cooperative compliance» ammette, comunque, la possibilità di contenzioso qualora dovessero emergere visioni differenti.

L’ammissione al regime di adempimento collaborativo — che decorre dal 2017, anno di presentazione dell’istanza — è stata preceduta dalla verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate della piena adeguatezza del «Tax Control Framework», il modello adottato da Intesa Sanpaolo per la rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, le cui linee guida sono pubblicate sul sito della banca. L’istituto di Piazza Scala aveva aderito al protocollo di sperimentazione lanciato dall’Agenzia guadagnando così il diritto all’ammissione, che sarebbe comunque stata possibile avendo Intesa Sanpaolo un fatturato superiore ai 10 miliardi previsti dal Fisco per poter chiedere l’accesso al regime collaborativo. «Aver ricevuto, da parte dell’Agenzia delle Entrate, l’ammissione al regime di adempimento collaborativo — ha dichiarato il consigliere delegato Messina — dimostra quanto la rappresentazione trasparente delle nostre attività e l’adozione di specifici modelli organizzativi interni, volti a prevenire qualsivoglia rischio di violazione delle norme, costituiscono per Intesa Sanpaolo valori fondamentali del proprio modo di fare banca».

Federico De Rosa

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