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Intesa Sanpaolo dà l’addio a Cucchiani al suo posto promosso il dg Messina

MILANO — Carlo Messina è stato nominato con voto unanime nuovo consigliere delegato di Intesa Sanpaolo. Subentra a Enrico Cucchiani, che dopo 21 mesi senza mai far scoccare la scintilla con manager e soci di Ca’ de Sass ha accettato di dimettersi con effetto immediato. Le decisioni sono state ratificate dai due consigli dell’istituto convocati ieri mattina, in sessione straordinaria, per le 18 a Milano. A far scegliere un percorso rapido, anticipando i due consigli già in calendario domani (e che si terranno regolarmente per disbrigare l’attività ordinaria), è stata la volontà di compiere l’Avvicendamento prima del riavvio dei mercati, specie nella recrudescenza della crisi politica arrischia la tenuta del governo Letta, e quella dello spread Btp-Bund di cui le quotazioni bancarie risentono.
I due presidenti della banca, dopo l’accordo con i grandi azionisti, hanno ritenuto quindi di non aggiungere altri milioni alle perdite di Borsa, che da martedì scorso – quando le indiscrezioni sul ricambio al vertice hanno iniziato a circolare — hanno sottratto due miliardi alla capitalizzazione della banca. Pertanto, sondata ieri mattina la disponibilià dei consiglieri, hanno anticipato di 36 ore la sostituzione di Cucchiani.
L’ex capo di Allianz in Italia ha ratificato l’uscita consensuale su una base di liquidazione che i contratti in essere ponevano attorno ai 4 milioni di euro nel pomeriggio, durante un summit avuto con Giovanni Bazoli e Gian Maria Gros-Pietro. A quel punto è iniziato il consiglio di gestione, che ha preso atto delle dimissioni di Cucchiani. In parallelo, il Comitato nomine del consiglio di sorveglianza ha indicato in Messina il nuovo ad, proposta poi deliberata dal Cds. Quindi un nuovo Cdg ha confermato la nomina di Messina, gli ha conferito le deleghe di comando – compreso l’interim sulla rete commerciale, che guida da un semestre – e ha preservato la maggioranza dei manager nell’organo di gestione cooptando Francesco Micheli.
Cucchiani, che aveva preso il posto di Corrado Passera, lascia dopo 21 mesi in cui non è mai entrato in sintonia con il resto del management di Ca’ de Sass. Dirigenti e grandi soci gli hanno imputato, con fastidio crescente, uno stile manageriale troppo freddo, poco presente sull’operatività del gruppo, poco dialogante con la struttura, anche perché intermediato da una decina di elementi di staff da lui assunti. Il suo successore, romano classe 1962, è nel gruppo dal 1995 dopo un’esperienza in Bnl. Ha svolto tutta la sua carriera nei servizi di pianificazione, controllo e risk management, fino alla promozione a vicario di Cucchiani e capo della banca commerciale, in primavera. Proprio sull’attività tradizionale gli addetti ai lavori aspettano al varco Intesa Sanpaolo, chiamata a rilanciare crediti e redditività dopo un primo semestre poco brillante. Ma il ribaltone avrà conseguenze anche sulla governance del gruppo: già oggi le cinque fondazioni che detengono un quarto del capitale si riuniranno per fare il punto, e concordare sull’esigenza di avviare il percorso che ripristini il modello di governo basato su cda e collegio sindacale. Il duale, adottato tra i primi in Italia, inizia da oggi la sua lenta archiviazione.

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