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Intesa Sanpaolo conquista Ubi

Intesa Sanpaolo ha vinto la partita Ubi e potrà procedere al pieno controllo dell’istituto lombardo. Nell’ambito dell’opas lanciata dalla Ca’ de Sass sono stati apportati finora 822,627 milioni di azioni, pari al 71,908% del capitale rispetto al 43,5% di lunedì. La banca guidata dall’a.d. Carlo Messina ha quindi superato le colonne d’Ercole del 66,7% di capitale necessario per controllare l’assemblea straordinaria ed effettuare la fusione, con la conseguente cessione delle oltre 500 filiali Ubi a Bper, come richiesto dall’Antitrust.

In mattinata il Car, patto di consultazione che riunisce circa il 19% del capitale di Ubi, aveva aderito all’offerta. Lo stesso avrebbe fatto nella notte il fondo Silchester che detiene l’8,5%. Se l’adesione del fondo era quasi per scontata, quella del Car, che riunisce in gran parte imprenditori bresciani, desta più sorpresa, viste le resistenze all’operazione. Il Car era stato il primo patto a dirsi contrario fin dal lancio dell’ops in febbraio. Il rilancio con la componente cash e alcune rassicurazioni arrivate da Intesa hanno fatto cadere le perplessità. «L’adesione», ha spiegato l’organismo, «avviene dopo il parziale riconoscimento del valore economico di Ubi banca, ma soprattutto dopo avere ricevuto ampie rassicurazioni riguardo alla tutela e valorizzazione del personale di Ubi; alle aspettative del territorio, anche attraverso la continuità degli enti finalizzati localmente ad attività di solidarietà sociale, con disponibilità a incrementare le erogazioni attuali; alla continuità nello sviluppo dei progetti in corso con attenzione ai valori della banca; al rapporto di collaborazione con gli imprenditori azionisti».

Nei giorni scorsi avevano già aderito, a titolo singolo, le fondazioni azioniste di Ubi aderenti al Car, il Sindacato azionisti Ubi (cosiddetto Patto dei bresciani che detiene circa l’8%) e il Patto dei Mille che ha una quota residuale.

Intanto un portavoce di Intesa Sanpaolo ha fatto sapere che la proroga dell’offerta a giovedì, stabilita dalla Consob, è motivata «dai comportamenti tenuti da Ubi nei confronti dei suoi azionisti, cui non ha rappresentato con chiarezza tutti gli elementi più rilevanti della nostra offerta. Ubi è stata costretta da Consob a evidenziare sul proprio sito Internet come il prezzo dell’azione Ubi incorpori il premio implicito offerto da Intesa Sanpaolo. Pertanto Consob ha assunto d’ufficio la decisione di prorogare di due giorni la durata dell’offerta per consentire all’azionariato (specialmente retail) di acquisire tutte le informazioni necessarie a una reale comprensione dei contenuti dell’offerta e valutarne la convenienza. Ribadendo la convinzione di poter portare a termine l’offerta con pieno successo, sottolineiamo l’aspetto di maggior rilevanza: poter concludere nei tempi e nei modi previsti un’operazione che rafforzerà il sistema finanziario e, nel complesso, l’assetto economico del nostro paese».

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