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Intesa Sanpaolo conquista Ubi. Già consegnato il 72% delle azioni

MILANO — Non c’è bisogno dei due giorni supplementari imposti dalla Consob per aspettare che i piccoli azionisti fossero bene informati. Intesa Sanpaolo sale al 71,91% del capitale di Ubi Banca: dopo cinque mesi e numerose schermaglie (di comunicazione, legali e, un po’ meno, di mercato) si aggiudica la “maggioranza qualificata” del quarto istituto italiano. Entro entro fine anno così potrà incorporarlo, creando un gruppo con 460 miliardi di euro di impieghi, risparmio gestito per 1.100 miliardi, ricavi per 21 miliardi e un utile 2022 stimato in 5 miliardi.
Ieri in Borsa le azioni Ubi consegnate sono state il 28,43%, dato più alto dall’avvio del 6 luglio, grazie alle adesioni del fondo Silchester (8,5%), dei rimanenti pattisti del “Car” grandi azionisti bresciani e bergamaschi (forti del 17,75%: ma oltre il 10% delle due Fondazioni di Cuneo e di Pavia aveva già aderito, rompendo lo schieramento). Secondo fonti finanziarie, ieri è stata consegnata anche una frazione pari al 2,5% delle azioni di Parvus, il misterioso fondo salito all’8% di Ubi che secondo alcune voci aggrega gestioni fiduciarie legate a imprenditori locali già azionisti. La fetta di Parvus consegnata riguarda i titoli amministrati e non custoditi per conto terzi.
Oggi le adesioni proseguiranno: anche perché gli alti volumi in acquisto visti ieri, quando Ubi è risalita dell’8,25% a 3,58 euro, sono fatti soprattutto da arbitraggisti, costretti a consegnare quei titoli perché chi compra Ubi da stamattina non può più aderire all’offerta, che termina domani alle 17,30). L’offerta di scambio era stata allungata lunedì sera, perché la Consob per rimediare a un’informativa fornita da Ubi ai piccoli azionisti giudicata «per lo meno incompleta», riguardo al presunto valore teorico del titolo, aveva chiesto due giorni in più a tutela dei piccoli azionisti di Ubi, che hanno ancora poco meno di un 5% del capitale. Ubi ieri ha replicato a Consob che «la banca ha agito sempre in coerenza con le richieste dell’autorità, rispettando tempestivamente le sue raccomandazioni».
Il destino dell’operazione, comunque, è segnato: a fronte di un premio inizialmente riconosciuto da Intesa Sanpaolo nel 27,6% del concambio tra le due azioni ai prezzi del 14 febbraio, e ritoccato fino al 44,7% con 0,57 euro in contanti il 17 luglio. Mercoledì 5 agosto l’offerta sarà regolata in azioni (17 Intesa contro 10 Ubi) e in denaro. A questo punto resta solo da vedere se le adesioni finali arriveranno al 95%, soglia a cui Intesa deve per legge lanciare una seconda offerta per delistare Ubi (ma l’ipotesi pare poco probabile). L’alternativa è che Ubi resti per ora quotata, ma sottoposta a coordinamento e controllo della nuova capogruppo che ha previsto di incorporarla entro fine anno.
L’ultima uscita, per il cda di Ubi che l’ad Victor Massiah guida dal 2008 e presieduto da Letizia Moratti, potrebbe essere martedì 3 agosto, data di approvazione dei conti semestrali. Intesa Sanpaolo ha già dichiarato che nominerà quanto prima un cda composto di amministratori indipendenti. Il livello dello scontro visto i n questi mesi fa ritenere che sarà un cda tutto nuovo.

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