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Intesa Sanpaolo colloca titolo green da 1,25 miliardi

Sono giornate decisamente calde per le obbligazioni legate alla sostenibilità e al rispetto per le tematiche dell’ambiente. Ieri è stato infatti Intesa Sanpaolo a presentarsi al mercato con un green bond, dopo il Tesoro la scorsa settimana (della cui emissione si parla in modo più ampio nell’articolo in pagina) e restando in tema di banche dopo Credit Agricole Italia, che si era cimentata in un’operazione simile in giorno precedente.

Il titolo di Intesa Sanpaolo ha un ammontare nominale pari a 1,25 miliardi di euro e una scadenza settennale. Il suo lancio è avvenuto dopo una serie di colloqui con gli investitori effettuati nel pomeriggio di lunedì e finalizzata a illustrare il nuovo programma di emissioni sostenibili (Esg) del gruppo. Non si tratta proprio di una novità, visto che Intesa Sanpaolo è stata la prima in Italia a collocare questo genere di strumento nell’ormai «lontano» 2017, con il primo green bond focalizzato sulle energie rinnovabili. Un’operazione poi seguita dal successivo Sustainability Bond del 2019, con attenzione alla circular economy.

L’emissione di ieri – curata in qualità di Joint bookrunner oltre che dalla Divisione Imi Corporate&Investment Banking di Intesa Sanpaolo, anche da Barclays, Bbva, Crédit Agricole Cib, Ing e NatWest Markets – ha invece come destinazione finale dei proventi la concessione di mutui green concessi per la costruzione o l’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica (cioè classificazione energetica A e B). E ha incontrato il favore del mercato, come dimostra il livello degli ordini raccolti, che ha superato i 3,5 miliardi di euro, raccogliendo l’interesse di oltre 260 investitori. Tutto questo ha permesso a sua volta a Intesa Sanpaolo di spuntare condizioni migliori del previsto, visto che lo spread iniziale di 120 punti base sul midswap si è sensibilmente ristretto fino a 93 punti base, 2 punti al di sotto di quanto espresso al momento dal mercato secondario.

«Gli investitori istituzionali hanno ancora una volta riconosciuto l’ottima qualità del credito ed il committment strategico espresso da Intesa Sanpaolo sulle tematiche Esg», ha ricordato in una nota la società. Il dettaglio degli ordini mostra del resto una partecipazione di Asset Manager per il 54%, di Bank Trading account per il 19%, di Assicurazioni per il 9% e di Corporate Treasury per il 6%, con la presenza per oltre il 50% di investitori dedicati al comparto Esg. Molto diversificata anche la distribuzione geografica degli investitori: il 21% proviene dalla Francia, il 19% dalla Germania, il 18% dall’Italia, il 12 % dal Regno Unito e l’8% dalla Spagna.

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