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Intesa Sanpaolo colloca bond senior da 1,5 miliardi

Intesa Sanpaolo colloca un nuovo bond senior e UniCredit prepara un covered da collocare questa mattina mentre continua la corsa degli investitori verso i titoli periferici in attesa del Qe della Bce. Intanto l’elenco degli emittenti si allunga. Dopo il covered bond del Banco Popolare che due giorni fa ha raccolto richieste per 2,5 miliardi di euro a fronte di un’offerta da un miliardo, ieri è stato il turno di Intesa Sanpaolo: l’istituto ha collocato un bond senior a 7 anni per 1,5 miliardi con una domanda che ha superato 5 miliardi di euro. L’emissione che paga una cedola dell’1,125%, in fase di apertura era indicata tra 85-90 punti base sul tasso midswap ed è stata prezzata a 75 centesimi quotando sul secondario 10 punti base sul BTp di identica scadenza.
L’istituto di credito che aveva già collocato lo scorso gennaio un altro bond senior con scadenza 5 anni, è stato sottoscritto in meno di due ore raccogliendo 300 ordini da investitori perlopiù internazionali: la forte richiesta ha spinto lo spread sotto il livello spuntanto nella precedente emissione toccando così il minimo storico per il costo del funding registrato dall’istituto di credito. La distribuzione geografica ha visto la Gran Bretagna al 33%, l’Italia al 15%, la Francia al 14%, la Germania al 9%, l’Asia al 9%, Spagna e Portogallo al 5%, Svizzera al 5%, Benelux al 4% e investitori nordici al 4 per cento. In termini di investitori, l’asset management ha dominato il book sottoscrivendo il 65% dell’emissione, assicurazioni al 16%, banche centrali 10% e private banking 8 per cento. Bookrunner del deal sono stati Banca Imi, Bnp Paribas, Hsbc, Morgan Stanley e Ubs.
Il mercato sembra continuare a puntare sul mercato obbligazionario come indicano i dati dei collocamenti per 91 miliardi di euro dall’inizio dell’anno contro 82 miliardi per lo stesso periodo del 2014. Le attese per il resto dell’anno sono di un minore ricorso al mercato del credito da parte degli emittenti finanziari che possono finanziarsi a tassi bassi attraverso altre fonti di funding. Più numerose, invece, saranno le emissioni di titoli subordinati da parte delle banche che per il ragolamento europeo hanno dovuto cancellare i bond di questa titpologia. Come nel caso di UniCredit che domani terminerà il collocamento presso il retail di un bond subordinato da 1,7 miliardi di euro mentre oggi è prevista l’emissione di una nuova tipologia di bond covered a 10 anni dopo il road show internazionale. Bookrunner sono Banca Imi, Cs, Natixis, Rbs, SocGen e UniCredit. La struttura di questo nuovo strumento permetterà di ottenere un rating superiore a quello dell’emittente quest’ultimo pari a BBB+ mentre il nuovo bond potrà contare su un merito di credito di AA+ (i covered ordinari invece hanno un rating AA-). Questo perché in caso di insolvenza la garanzia outstanting dei mutui invece di un anno avrà la possibilità di essere recuperata in un periodo più lungo di almeno 38 anni e gli interessi potranno essere utilizzati per pagare le cedole del bond. Il sottostante del bond covered inoltre è composto non solo di mutui residenziali ma fino al 30% anche commerciali.

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