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Intesa Sanpaolo cita per danni negli Usa il Crédit Agricole

Un assegno da 180 milioni di dollari più interessi e altre compensazioni. È quanto Intesa SanPaolo conta di farsi riconoscere dal giudice del tribunale federale di Manhattan presso cui il 6 aprile scorso ha citato per danni il Crédit Agricole, suo azionista al 2,9%, per un prodotto strutturato comprato nel 2006 e che si basava su asset sottostanti rivelatisi inaffidabili. Secondo i documenti contenuti nei conti trimestrali del gruppo francese e consultati da Radiocor Il Sole 24 Ore, agli inizi del mese scorso «Intesa Sanpaolo Spa ha citato avanti alla Corte Federale di New York, Credit Agricole Cib, Crédit Agricole Securities Usa, diverse società del gruppo Magnetar e la Putnam Advisory Company per un Cdo strutturato dal Crédit Agricole Cib e denominato Pyxis Abs Cdo 2006-1». Nel documento, Intesa sostiene di essere stata indotta «a concludere con il Crédit Agricole Cib un Credit Default Swap di un importo di 180 milioni di dollari sulla tranche super senior del Cdo» sulla base di informazioni incomplete o false. La cartolarizzazione in teoria doveva avere come asset sottostanti mutui residenziali selezionati da una società indipendente, Putnam Advisory, mentre in realtà gli asset erano stati selezionati dallo stesso Magnetar, un fondo hedge di Evanston in Illinois. Il collocamento delle tranche del cdo presso gli investitori, fra cui Intesa, veniva gestito da una divisione di Crédit Agricole, Calyon, la quale, secondo quanto denuncia la banca italiana, «avrebbe lei stessa subito la perdita se non avesse fraudolentemente trasferito il rischio a Intesa». «L’operazione è stata congegnata da Magnetar – spiega Intesa nell’esposto – Calyon raccoglieva commissioni sui collocamenti delle quote e poi, attraverso lo swap di Pyxis, ha trasferito ad altri le perdite sul cdo che avrebbe altrimenti dovuto sopportare lei stessa». Il Crédit Agricole Sa, veicolo quotato del gruppo CA, era il primo azionista di Intesa prima della fusione con SanPaolo mentre detiene il 2,9% della banca italiana dopo aver ceduto lo 0,9% nel corso del primo trimestre. Sul fronte nazionale, intanto, Intesa SanPaolo ha registrato ieri le dichiarazioni del presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, riguardo al tema sempre caldo dei dividendi. «Le fondazioni – ha detto a margine di un convegno a Milano – non hanno mai chiesto di più» e il riferimento è alla parole pronunciate pochi giorni fa dall’amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Enrico Cucchiani, che alla luce dei conti trimestrali, ha anticipato il pagamento da parte del gruppo ai suoi azionisti di un dividendo almeno pari a quello dell’anno scorso. «Siamo molto soddisfatti del dottor Enrico Cucchiani e dei nostri organi della banca» ha aggiunto Guzzetti indicando che «le fondazioni non sollecitano nulla di più».

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