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Intesa Sanpaolo, bond da 1,5 miliardi

È uno dei rari bond a tasso variabile, l’obbligazione di Intesa Sanpaolo da 1,5 miliardi di euro, unsecured a 5 anni, la terza emissione dell’istituto che da inizio anno ha collocato 3,75 miliardi di euro. Il titolo prezzato a 98 punti base sopra il tasso Euribor a 3 mesi e con una cedola di 95 punti base, è riuscito a rompere la barriera del BTp ponendosi in linea con il rendimento del titolo di Stato di identica scadenza, un target che da anni non veniva raggiunto da una obbligazione finanziaria. Sempre forte la domanda con ordini che hanno toccato 2,7 miliardi di euro da parte di 250 investitori consentendo di stringere dai livelli iniziali di 115 punti base per poi essere rivista al ribasso fino a 100 punti base.
L’ultima emissione italiana di questo taglio risale a febbraio 2015 ed era sempre di Intesa Sanpaolo. L’operazione che è stata gestita da Banca Imi, Credit Agricole Cib, Morgan Stanley, Société Generale Cib e Ubs, ha avuto come distribuzione geografica il 76% all’estero (Spagna 22%, Germania 21%, Francia 15%, Belgio 3% e Svizzera 3%) e il 24% Italia. Come tipologia di investitori, i fund manager hanno sottoscritto il 60%, banche 28% e assicurazioni 10 per cento.
Quest’anno Intesa Sanpaolo ha titoli in scadenza per 14 miliardi nei confronti degli investitori istituzionali e altrettanti nei confronti del retail.
È probabile che questi ultimi verranno sostituiti con prodotti legati al risparmio. Ci si attende che quest’anno la banca emetta titoli poco sopra il livello dello scorso anno che era stato di 3,9 miliardi di euro. L’emissione di ieri non è finalizzata al funding della banca, ma alla gestione del bilancio.
Con il bond di Intesa Sanpaolo salgono a circa 8 miliardi le emissioni effettuate da inizio dell’anno da emittenti italiani, un livello lontano dalla media degli altri paesi europei un ulteriore segnale, secondo gli operatori, sui livelli estremamente bassi degli impieghi legati alla bassa crescita economica rispetto ad altri paesi. Le banche italiane, inoltre, rispetto agli istituti europei continuano ad approfittare dei finanziamenti della Bce in maniera consistente attraverso il programma Tltro avendo assorbito 62 miliardi di euro all’ultima asta.
Gli investitori alla ricerca di rendimenti sostengono la liquidità sempre elevata in attesa del primo round delle elezioni presidenziali francesi del 23 aprile e di fronte alle tensioni legate alla Corea del Nord. Intanto ieri si è tenuto in tarda serata in Italia il discorso di Janet Yellen, governatore della Federal Reserve: il decennale americano ha visto i rendimenti scendere al 2,362% dal 2,375% di venerdì mentre il rendimento del titolo a tre mesi è calato allo 0,81 per cento.

Mara Monti

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