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Intesa Sanpaolo, Bazoli capolista

Giovanni Bazoli è confermato presidente di Intesa Sanpaolo: il suo nome come previsto apre la lista dei candidati per i 19 componenti il consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo depositata ieri in modo congiunto da Compagnia di San Paolo e Cariplo, le due fondazioni che detengono rispettivamente il 9,7% e il 4,9% del capitale della banca e hanno sottoscritto un minipatto in vista dell’assemblea del 22 aprile, limitato appunto alla sola elezione del board e destinato a scadere automaticamente.
Sergio Chiamparino e Giuseppe Guzzetti, i presidenti degli enti di Torino e Milano, nel comunicare l’elenco hanno sottolineato con una dichiarazione comune la «coesione» del lavoro che «rappresenta un ottimo punto di partenza per la fase che seguirà». Per quanto riguarda la lista viene sottolineata fra l’altro «l’attenzione al tema della rappresentanza femminile» (le donne indicate sono cinque su 17). Viene poi rimarcato il ruolo delle fondazioni nell’azionariato: «I risultati della gestione» «dimostrano che la stabilità garantita anche dai soci pazienti», come appunto gli enti, «è un fattore fondamentale» per la «programmazione che porta a buoni esiti». È dunque «con questa logica che opereremo anche in futuro, convinti del ruolo che le fondazioni svolgono all’interno del sistema creditizio». Chiamparino e Guzzetti concludono con «un plauso» a «tutto il management» dell’istituto e al «ceo Enrico Cucchiani». Un esplicito segnale di fiducia all’amministratore delegato al quale sembra in sostanza affidata l’indicazione dei criteri con i quali verrà rafforzata la presenza dei manager nel consiglio di gestione, secondo le nuove regole della banca.
Il voto è proporzionale e, in relazione alla presenza in assemblea, per una rappresentanza nel consiglio è necessario almeno il 2% circa del capitale. Secondo gli accordi Torino avrà sei rappresentanti e Milano quattro, di cui uno è però il presidente Bazoli, super partes. Le fondazioni più piccole aderiscono alla lista delle due maggiori e quelle di un certo peso, Cariparo (4,7%), CariFirenze (3,3%) e Carisbo (2%), presenteranno i propri candidati a breve: c’è tempo fino a 25 giorni prima dell’assemblea. E nei prossimi giorni anche Assogestioni darà le proprie indicazioni, probabilmente orientandosi verso quattro nomi e non su due come si era detto nei giorni scorsi e come era avvenuto tre anni fa. Nessuna lista invece da Trieste: il Leone non presenta propri candidati (tre anni fa aveva espresso Luigi Arturo Bianchi e Gianluca Ponzellini). Mario Greco ha definito più volte la quota in Intesa, oggi inferiore al 3%, come una partecipazione finanziaria: dà dunque fiducia al management di Intesa ma senza rappresentanti in consiglio.
Gradito sembra comunque alla compagnia e già presente nel consiglio di sorveglianza perché espresso dal Crédit Agricole è il numero due della lista, Jean Paul Fitoussi. Segue Gianfranco Carbonato, designato dalla Compagnia, che dovrebbe essere vicepresidente. New entry che si trovano nella parte alta dell’elenco sono le «quote rosa» proposte da Torino, Beatrice Ramasco e Monica Schiraldi, e da Milano, Rossella Locatelli, e altri nomi nuovi sono Carlo Corradini (Milano) e Giuseppe Berta (Torino). Confermati Giulio Lubatti (Torino), Franco Dalla Sega (Milano) e Pietro Garibaldi (Torino). Al dodicesimo posto c’è Piergiuseppe Dolcini.
Il consiglio di sorveglianza, una volta eletto, provvederà e nominare subito quello di gestione. Per la presidenza si va verso una sostituzione di Andrea Beltratti con Gian Maria Gros-Pietro, componente l’organo di gestione della Compagnia di San Paolo. Beltratti, nominato qualche settimane fa su indicazione dell’Abi alla guida del consorzio fra banche Patti chiari, è già stato consigliere di Eurizon e gli potrebbe essere assegnata la presidenza della stessa società di gestione del risparmio.

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