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Intesa Sanpaolo, avanti su Ubi

Intesa Sanpaolo ha perfezionato l’accordo per la cessione a Bper di un ramo d’azienda composto da 532 filiali, come previsto dall’opas, andata a buon fine, della Ca’ de Sass su Ubi. Nell’ambito del confronto tecnico per definire modalità di attuazione del trasferimento del ramo tali da consentire la migrazione tecnica e amministrativa, il closing è previsto nella seconda metà di febbraio 2021 per le filiali di Ubi e nel secondo trimestre per le filiali di Intesa.

Nel frattempo Intesa Sanpaolo ha firmato l’accordo sindacale che individua le modalità e i criteri per il raggiungimento dell’obiettivo di almeno 5 mila uscite volontarie entro il 2023, con l’accesso al pensionamento o al Fondo di solidarietà. Saranno inoltre effettuate assunzioni a tempo indeterminato nel rapporto di una per ogni due uscite volontarie, fino a 2.500 assunzioni, a fronte delle almeno 5 mila uscite volontarie previste, non calcolando le uscite legate ai trasferimenti di rami d’azienda. Le assunzioni puntano a sostenere la crescita del gruppo e le nuove attività, con l’attenzione al supporto alla rete e alle zone svantaggiate del paese, anche attraverso la stabilizzazione degli addetti con contratto a tempo determinato. Almeno metà delle assunzioni riguarderà le province di insediamento storico di Ubi (Bergamo, Brescia, Cuneo e Pavia) e il Sud Italia.

«L’accordo, siglato dopo un negoziato rapido ed efficace, permette di raggiungere un risultato basato, per entrambe le parti, sulla volontà di tutelare l’occupazione, di favorire lo sviluppo professionale delle persone, di rispettarne le aspirazioni», ha dichiarato Carlo Messina, a.d. di Intesa Sanpaolo. «In un quadro generale segnato da una notevole complessità confermiamo l’assunzione a tempo indeterminato di 2.500 giovani. I nuovi ingressi potranno sostenere la crescita del gruppo e le sue nuove attività e presteremo attenzione particolare al sostegno alle nostre reti territoriali e alle zone svantaggiate del paese.

Il nostro grazie va alle sigle sindacali per il rapporto solido e costruttivo stabilito negli anni: una volta di più ha portato a risultati positivi per l’occupazione e alla conferma dei piani di sviluppo di Intesa Sanpaolo, rafforzati sin da ora dalle competenze e professionalità delle persone provenienti da Ubi, nella prospettiva di un’ulteriore affermazione della propria leadership in Europa».

Per i segretari nazionali di Unisin-Confsal, Alessandro Casagrande e Valerio Fabi, vengono garantite la volontarietà delle uscite dei colleghi che maturino i requisiti e il ricambio occupazionale in rapporto uno a due con contratto a tempo indeterminato. «Siamo soddisfatti», ha commentato Giuseppe Milazzo, segretario nazionale della Fabi e coordinatore del gruppo Intesa. «Abbiamo creato le migliori condizioni per gestire l’integrazione del gruppo Ubi in Intesa».

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