Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Intesa Sanpaolo, accordo col Mibact 5 miliardi per il settore turistico

Arriva una nuova stagione di sviluppo per il marketing turistico legato ai territori e alla cultura. Ieri a Roma è stato siglato il «Patto per il turismo 4.0», con protagonista Intesa Sanpaolo che, attraverso un protocollo triennale con il ministero dei beni culturali, mette a disposizione 5 miliardi di euro per lo sviluppo del settore.

Il plafond stanziato dalla banca guidata da Carlo Messina sarà utilizzato per facilitare l’accesso al credito da parte delle imprese, con l’obiettivo di offrire nuove opportunità di sviluppo competitivo a un settore strategico per l’Italia, che secondo le stime incide per l’11% sul Pil e per il 12,5% sull’occupazione.

L’accordo è stato presentato a Roma presso la sede del Mibact dal ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini e dal responsabile Divisione Banca dei territori di Intesa Sanpaolo Stefano Barrese. Per Franceschini «è importantissimo che Intesa Sanpaolo sostenga in modo così forte gli investimenti nel settore del turismo, il settore che più di tutti sta contribuendo alla crescita del Pil e che ha potenzialità di crescita nei prossimi anni». Barrese ha sottolineato che il gruppo bancario «crede fermamente nel settore turistico, uno tra quelli di maggiore crescita nel medio-lungo periodo. Siamo a disposizione per trovare soluzioni che consentano di estendere al turismo le opportunità offerte dal Piano Impresa 4.0».

Intesa ha così presentato, nel salone del Mibact, la ricerca intitolata «Accelerare la crescita: la sfida del turismo italiano». A nome della direzione studi e ricerche dell’istituto, Gregorio De Felice ha affermato che la quota turistica dei mercati emergenti è destinata a crescere nei prossimi anni, «superando quella delle economie avanzate: sarà prossima al 60% nel 2030. E l’Italia è al quinto posto della classica delle top destinations, dietro Francia, Stati Uniti, Spagna e Cina». Con una ricettività al primo posto tra i concorrenti europei, con 2,2 milioni di posti letto per 33.166 alberghi, «ma con un problema dimensionale: 67,8 posti letto per albergo, contro i 165,6 della Croazia e i 97 della Spagna, per esempio. Le ridotte dimensioni aziendali ostacolano gli investimenti». Lotta quindi alla burocrazia, innanzitutto, e alle incertezze economiche.

Ma quali sono i servizi di consulenza richiesti alle banche dagli imprenditori? Ai primi posti figurano un check up specialistico per identificare i punti di debolezza dell’attività e condividere rimedi e relative coperture finanziarie, e la stima del valore di mercato dell’azienda. Ecco perché tra le varie leve concordate dall’accordo Intesa-Mibact c’è l’individuazione degli strumenti per estendere al settore del turismo le opportunità offerte dal piano «Impresa 4.0», la valorizzazione del settore turistico nelle valutazioni di merito creditizio, la capacità di fornire attenzione particolare alle formule di aggregazione, come strutture diffuse e filiere orizzontali. Verranno poi valorizzati fattori intangibili come la qualità del management, la formazione, l’utilizzo di canali internet di vendita o di metriche basate sui giudizi espressi dalla clientela.

Gianfranco Ferroni

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il caso Unicredit-Mps, che ha posto le premesse per il passo indietro dell’ad Jean Pierre Mustier ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con il lockdown la richiesta di digitalizzazione dei servizi finanziari è aumentata e le banche han...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Credito Valtellinese ufficializza il team di advisor che aiuterà la banca nel difendersi dall’...

Oggi sulla stampa