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Intesa rinnova la Banca dei Territori

Cambiano i vertici della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. Il ceo Carlo Messina imprime una svolta generazionale e riduce l’età media del top management di 10 anni promuovendo le risorse interne. Nominata per la prima volta anche una donna, Cristina Balbo, a responsabile: guiderà la direzione regionale di Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria. «Sono certo che i nuovi capi sapranno raccogliere il meglio dell’eredità dei loro predecessori e superare di slancio le grandi sfide professionali che hanno di fronte», ha detto ieri il ceo. Accanto alla Balbo, il giro di incarichi prevede la nomina, con effetto 1 gennaio 2015, di Paolo Giuseppe Graziano a capo della Lombardia; Alessandro D’Oria dell’area di Milano e provincia; Luca Severini di Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise; Pierluigi Monceri di Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna nonché direttore generale di Banca Cr Firenze. Francesco Guido sarà al vertice dell’area di Campania, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia e direttore generale del Banco di Napoli mentre Renzo Simonato mantiene la responsabilità del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, insieme all’incarico di direttore generale della Cassa di Risparmio del Veneto. Come si nota, i responsabili saranno di fatto autentici direttori generali per la rilevanza delle aree di competenza. Ai manager uscenti Intesa, oltre ai ringraziamenti, riserverà una posizione nei Cda delle banche e di altre controllate del gruppo.
Messina, che continuerà a mantenere la delega della divisione della Banca dei Territori, porta così a compimento il processo di rinnovamento del più grande network italiano (ed europeo) di banca retail, grazie alle circa 4.400 filiali dedicate a famiglie e imprese. A settembre era stato annunciato il varo di una struttura suddivisa in tre segmenti di business, con una rete più capillare governata da mille nuovi direttori: a loro il compito di valorizzare le professionalità presenti nella banca estraendo nel contempo maggior valore aggiunto. Nel dettaglio, da gennaio le 28 aree attuali diventeranno 380: 250 aree retail (cui faranno capo 3.450 filiali), 100 aree personal (850 le filiali), 30 aree imprese (200 filiali). Al vertice di ognuna delle tre “filiere” ci sarà un direttore commerciale ad hoc a livello regionale: così, i sette direttori generali di area avranno modo di controllare meglio la rete, in un approccio per segmento che dovrebbe consentire alla banca di offrire a ogni cliente il proprio interlocutore e al tempo stesso di aumentare ricavi e profitti. La Banca dei Territori – che nei primi sei mesi dell’anno ha generato 5,7 miliardi di ricavi (il 67% del totale) e 749 milioni di utile netto – secondo il piano industriale presentato a marzo punta infatti a diventare uno dei motori principali della crescita di Ca’ de Sass, con una crescita media annua dei ricavi attesa al 3,2%. Con il tassello di ieri si va completando anche il mosaico di nomine che sta ridisegnando l’intero volto del gruppo. Da qua all’11 novembre, data del prossimo Cdg, è atteso il nuovo organigramma completo. Da completare le caselle del nuovo responsabile del private banking, dell’asset management, della capital light bank (la business unit chiamata a ridurre gli asset considerati non core, dalle partecipazioni di sistema ai crediti non performing) e dell’area assicurativa, dopo le dimissioni di Gianemilio Osculati da amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Vita.
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