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Intesa in rialzo, la Borsa promuove l’addio al dossier sulle Generali

Intesa Sanpaolo ritrova la sintonia con il mercato che ieri ha premiato con un balzo del 5,5% a 2,19 euro l’addio al dossier Generali. Il progetto rimasto sulla carta poco più di un mese vedeva la banca guidata da Carlo Messina promuovere la creazione di un campione europeo del risparmio gestito attraverso la «combinazione» con il Leone di Trieste. L’esame condotto dai manager e dagli advisor di Ca’ de’ Sass ha portato ad abbandonare l’opzione per mancata individuazione di «opportunità industriali». Il rally di Intesa si è accompagnato ieri alla correzione di Generali che ha ceduto il 2,8% a 13,7 euro nel primo giorno di Borsa aperta dopo l’annuncio di venerdì sera, 24 febbraio. Una nota che ha restituito i due protagonisti alla «crescita organica», almeno secondo le prospettive rappresentate da Intesa e sempre indicate da Generali.

«Penso che la banca abbia un grande futuro, senza dubbio; un futuro certamente non inferiore al passato» è il pensiero del fondatore della superbanca, oggi presidente emerito, Giovanni Bazoli che ha declinato ogni commento sulla chiusura del confronto con Trieste.

Sulle aspettative di battaglia in grande stile si era tuffata Piazza Affari con le Generali che toccavano i massimi il 26 gennaio a 15,63 euro, dopo l’acquisto da parte della stessa compagnia del 3% di Intesa. Una mossa anti-scalata con la quale l’amministratore delegato delle Generali, Philippe Donnet, costringeva (in caso) Messina a lanciare l’Opa sulla maggioranza del capitale. Trieste resta per ora terzo azionista di Intesa (al momento con il 4,49%), alle spalle di Compagnia di San Paolo e Cariplo.

In un report dal titolo «molto rumore per nulla» gli analisti di Citigroup affermano che la scelta di Intesa motivata con il riconoscimento che il «deal» con Generali non avrebbe soddisfatto, tra le altre, le condizioni di redditività promessa agli azionisti (10 miliardi di dividendi nel corso del piano) offre «un certo conforto per il futuro». Per Kepler Cheuvreux è stato dato «il segnale di una forte disciplina del management sull’M&A, su cui abbiamo sempre fatto conto. Ora Intesa Sanpaolo torna al «business as usual», facendo leva sulla sua superiore posizione competitiva in Italia e sulla forza patrimoniale per crescere e migliorare i ritorni». Chi come gli analisti di Akros era scettico sin dall’inizio scrive che alla fine è stata confermata «la prudenza» che aveva fatto di Messina un tratto distintivo.

Donnet incontrerà la comunità finanziaria il prossimo 16 marzo a un anno esatto dalla sua nomina alla guida delle Generali per illustrare il bilancio 2016 e aggiornare il mercato sull’avanzamento del piano avviato lo scorso novembre. Un incontro che il manager francese sta costruendo in queste ore sulla parola chiave «accelerazione».

Paola Pica

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