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Intesa pronta per le polizze online

L’ulteriore sviluppo della divisione Insurance di Intesa Sanpaolo è uno dei passaggi cruciali del nuovo piano strategico varato da Ca’ de Sass il 6 febbraio scorso. E per generare nuova crescita l’attenzione, consolidata la posizione nel comparto Vita che proseguirà la propria strategia multiramo e nelle unit linked con protezione, è tutta concentrata sul Danni. Tanto che l’obiettivo è particolarmente ambizioso: «Puntiamo a 2,5 miliardi di euro di premi complessivi al 2021. Intendiamo diventare la quarta compagnia del paese nel Danni e in particolare la prima nel non motor retail», ha spiegato in questo colloquio con Il Sole 24 Ore Nicola Maria Fioravanti, responsabile della divisione.
All’ascesa dovrebbero contribuire diversi fattori. Innanzitutto una maggiore penetrazione sul canale bancario: «Intesa Sanpaolo ha 12 milioni di clienti, di cui 2 milioni assicurati con noi, si tratta di poco meno del 17%. Evidentemente qui ci sono importanti spazi di crescita». Non solo, la divisione Insurance è pronta a guardare anche fuori dal perimetro di gruppo: «Dobbiamo pensare di lavorare anche in un’ottica più innovativa, per esempio sviluppando una piattaforma digitale, un canale diretto». In altre parole, la divisione sta considerando la possibilità di vendere polizze online. E per farlo è possibile che venga costituita una società dedicata: «questo è un tema sul quale faremo delle valutazioni», ha sottolineato Fioravanti. Le più grandi compagnie assicurative hanno già dato vita a progetti simili qualche anno fa, basti ricordare le varie Direct Line, Genertel, Genialloyd piuttosto che Linear. Un asset come questo appare dunque indispensabile per dare linfa agli ambiziosi progetti. L’intenzione, d’altra parte, «è quella di raggiungere anche una clientela extra-captive» e il modo più semplice appare quello della piattaforma digitale.
In ragione di questo «andrà aggiornato anche il nostro portafoglio prodotti». Sulla scorta di ciò il prossimo giugno verrà «proposta una nuova modalità di offerta: il prodotto ombrello», ha spiegato il manager. L’idea è quella di servire, in maniera più ampia, la clientela retail e in virtù di ciò di garantire la possibilità ai sottoscrittori di tutelare il proprio patrimonio. «Il nuovo prodotto assicurativo consentirà al cliente di acquistare, togliere, aggiungere e modificare diverse garanzie e servizi a seconda dell’esigenza e del momento», ha aggiunto Fioravanti. L’evoluzione porterà con sé la necessità di fare formazione: «Abbiamo un programma di formazione per 30 mila colleghi, per farli diventare esperti della tutela». Al servizio di questo progetto verranno integrati 200-220 specialisti che avranno il compito di preparare il personale per lo sviluppo commerciale del ramo Danni. Più in generale saranno 500 le forze nuove che irrobustiranno la divisione Insurance. Un numero rilevante funzionale al fatto che la crescita futura avrà bisogno di forze adeguate per gestire la nuova mole di premi.
Una mole «che crescerà in maniera graduale», ha spiegato Fioravanti. Intanto alla spalle c’è «il successo del precedente business plan che ha dato grande soddisfazione al Gruppo Intesa Sanpaolo e che ha creato una realtà che, solo sul piano del business assicurativo, vale l’11% del risultato lordo ma arriva a pesare fino al 25% se si sommano anche le commissioni legate alla distribuzione dei prodotti», ha commentato Fioravanti. La divisione Insurance, d’altra parte, ha chiuso il bilancio 2017 con 150 miliardi di masse gestite, 22,5 miliardi di premi lordi nel vita, 431 milioni di produzione lorda nel danni e un utile netto di 639 milioni. Risultati raggiunti grazie a una crescita media annua del 5% dei ricavi e del 6% dei profitti a partire dal 2014. Questo ha fatto sì che la realtà diventasse la prima compagnia nel mercato assicurativo in Italia, in particolare la prima nel vita e la prima nel danni sul canale bancassurance, forte peraltro di una solidità patrimoniale che si traduce in un indice di Solvency II secondo la formula standard pari al 236%. Ciò a fronte di un combined ratio che si posiziona su livelli di eccellenza: il 77%, complice un loss ratio del 27%. Frutto anche del fatto che tutte le polizze auto hanno la scatola nera incorporata.

Laura Galvagni

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