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Intesa, pronta la lista del cda: quasi un terzo sarà rinnovato

Mentre Intesa Sanpaolo lavora a un’alleanza con Prelios per alleggerire il fardello delle inadempienze probabili, gli azionisti di Ca’ de Sass sono oramai pronti per presentare la nuova lista del futuro Cda della banca. Il “listone”, contenente i nomi dei candidati delle cinque fondazioni riunite nel Patto, sarà con tutta probabilità presentato oggi o al massimo domani. I nomi, a meno di clamorosi cambi dell’ultimo minuto, sono oramai tracciati: nel complesso si profila una lista all’insegna dell’equilibrio tra nuovi ingressi di elevato standing e riconferme di consiglieri uscenti. Perno della lista sarà il ticket costituito del presidente uscente, Gian Maria Gros-Pietro, e dell’attuale a.d. Carlo Messina. Accanto a loro, per il fronte della Fondazione Compagnia SanPaolo, sono previste le candidature di Bruno Picca e Maria Cristina Zoppo. New entry è quella di Fabrizio Mosca, professore associato in Economia e Gestione delle Imprese all’Università degli Studi di Torino, che però non sarebbe direttamente in quota alla fondazione torinese. Per il versante milanese, riconferme in vista per l’attuale vicepresidente Paolo Andrea Colombo e per i consiglieri Rossella Locatelli, Livia Pomodoro e Franco Ceruti, mentre si sta ancora lavorando sull’ultima casella, per cui è candidata Milena Teresa Motta. Nomi nuovi in arrivo dalle altre Fondazioni: si tratta di Luciano Nebbia per CariFirenze, e dei docenti Guglielmo Weber (per CariParo) e Maria Alessandra Stefanelli (per Carisbo). A chiudere l’elenco, Giovanni Gorno Tempini, in rappresentanza delle fondazioni più piccole.
Sul fronte invece operativo, Intesa Sanpaolo sta valutando alcune “opzioni strategiche” riguardanti i crediti classificati come inadempienze probabili, i cosiddetti Unlikely To Pay. È stata la stessa banca a comunicarlo ieri, e ad annunciare che ha firmato un accordo non vincolante con il gruppo Prelios cui ha concesso «un periodo di negoziazione esclusiva» per la possibile costituzione di una partnership strategica finalizzata all’ottimizzazione della gestione delle posizioni Utp. Entro giugno dovrebbe concludersi la due diligence sullo stock di crediti deteriorati oggetto della possibile transazione: al momento la valutazione si sta concentrando su un perimetro di una decina di miliardi di Utp e al lavoro ci sarebbero diversi advisor tra cui Kpmg, Pwc e Deloitte. Resta ancora da capire quale potrebbe essere lo schema dell’operazione: un’ipotesi potrebbe essere rappresentata da una cessione di un pacchetto di 1-2 miliardi, con l’affidamento al servicer della porzione restante per circa 8-9 miliardi.

Luca Davi

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