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Intesa prepara la cessione di crediti per quattro miliardi

di Carlo Festa

Tornano sotto i riflettori le operazioni sui mutui non performing. La cessione di crediti in sofferenza negli ultimi anni, complice la crisi finanziaria e dell'immobiliare, si era ridotta al lumicino. Ma ora, sulla scia della ripresa all'estero, anche in Italia si va verso un'accelerazione.

A studiare secondo i rumors di mercato una mega-cessione sarebbe nelle ultime settimane Intesa Sanpaolo: il gruppo guidato da Corrado Passera, che proprio in questi giorni sta finalizzando l'aumento di capitale da 5 miliardi di euro, starebbe infatti al tempo stesso valutando la strada migliore per valorizzare un portafoglio di 3,5-4 miliardi di euro lordi di non performing loans.

Malgrado l'operazione sia ancora in fase iniziale ed esplorativa, secondo le indiscrezioni, nelle ultime settimane ci sarebbero stati contatti con investitori, in gran parte americani, specializzati nell'acquisto di crediti deteriorati: fra questi ci sarebbero colossi bancari come le statunitensi Morgan Stanley, Goldman Sachs, Merrill Lynch e anche il gruppo giapponese Nomura, che nel 2008 ha rilevato le attività di Lehman Brothers in Europa.

Ma in campo per valutare il portafoglio crediti di Intesa Sanpaolo sarebbero scesi anche operatori specializzati e speculativi come Fortress, uno dei giganti d'Oltreoceano del settore con 43,1 miliardi di attività in gestione, come Cerberus, fondo americano specializzato in ristrutturazioni di attività deteriorate, fino all'operatore newyorkese Och-Ziff Capital Management Group, uno dei maggiori gestori di investimenti alternativi nel mondo con un patrimonio di circa 29,4 miliardi di dollari.

Ma cosa comprende il portafoglio di 3,5-4 miliardi di crediti deteriorati? Nella società veicolo oggetto di possibile interesse potrebbe entrare un blocco eterogeneo di mutui residenziali piuttosto che altri tipi di finanziamenti: crediti immobiliari e ipotecari. Intesa Sanpaolo qualche settimana fa, quando aveva delineato il suo piano industriale, aveva indicato la strada delle cessioni di non performing loans, nel caso le condizioni del mercato lo consentiranno.

Resta da verificare, ora, se le attuali condizioni siano opportune. Di sicuro, il prezzo a cui vendere il portafoglio ai potenziali interessati, a sconto rispetto al nominale, sarà determinante. La strategia della banca guidata da Passera è comunque chiara e volta a un miglioramento della solidità. Intesa Sanpaolo sta in questi giorni lanciando l'aumento di capitale da 5 miliardi: mezzi freschi che serviranno a rafforzare il patrimonio per soddisfare le regole di «Basilea 3», che impone requisiti più severi per l'operatività delle banche.

Quella di Intesa Sanpaolo sarebbe la seconda operazione in corso d'opera dopo quella che sta lanciando Ubi Banca, che ha avviato la procedura per vendere un portafoglio di mutui in sofferenza, la maggioranza dei quali di tipo residenziale con molti prestiti per la casa non rimborsati. Dall'operazione Ubi Banca punterebbe a ottenere il 60% del nominale per una cifra sui 500 milioni. Il dossier è entrato nel radar di gruppi come Goldman Sachs, Nomura e Deutsche Bank. La due diligence del portafoglio si è chiusa a maggio e Ubi starebbe ora valutando la cessione. Entro l'estate la banca guidata da Victor Massiah prenderà una decisione. Ma, anche in questo caso, il prezzo sarà una variabile determinante per il successo dell'operazione.

 

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