Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Intesa prepara la cessione di crediti per 5-6 miliardi

Intesa Sanpaolo accelera nella pulizia del bilancio. Il gruppo guidato da Carlo Messina sta infatti sondando il mercato in vista della cessione di un portafoglio di crediti deteriorati per un valore lordo stimato tra i 5 e i 6 miliardi di euro.

Il portafoglio attualmente nei radar – un mix, secondo quanto riportato ieri da Reuters, di prestiti originati sia da Intesa Sanpaolo che da Ubi – rientra nel maxi piano di cessione di crediti deteriorati emerso alla fine del 2020, del valore complessivo stimato tra i 10 e 12 miliardi. Un piano nell’ambito del quale la banca ha varato una cartolarizzazione con Gacs da 4,3 miliardi di euro lordi a fine dicembre.

Oggi dunque, come da previsioni (si veda Il Sole 24Ore dello scorso 12 novembre), Ca’ de Sass apre le danze per la nuova fase di dismissioni. Per capire il punto di atterraggio preciso servirà attendere venerdì, quando l’istituto dovrebbe dare maggiore visibilità sui suoi piani di pulizia relativi agli attivi nel corso della presentazione dei conti relativi al 2020. In quella sede non è escluso che siano aggiornati gli obiettivi di smaltimento di Npe proprio per rispondere alle sfide imposte dalla pandemia. Solo come track record, giova ricordare che dai 64,5 miliardi di settembre 2015 la banca ha visto scendere lo stock di Npl del 55%, a quota 29 miliardi (13,2 netti), escludendo Ubi: il ritmo è di una riduzione di 7 miliardi l’anno tramite recuperi e cessioni.

Si vedrà. Intesa d’altra parte non ha mai fatto mistero di voler premere l’acceleratore sul fronte della pulizia di bilancio. «Nel quarto trimestre utilizzeremo parte del badwill negativo superiore alle attese per accantonamenti aggiuntivi così da aumentare la copertura e accelerare il deleveraging», aveva detto il banchiere romano nel corso della presentazione dei conti del terzo trimestre. Complici l’acquisizione dell’ex popolare e il deterioramento delle condizioni macro generato dal Covid-19, lo stock di deteriorati a settembre risultava pari a 35,6 miliardi lordi (pari a 17 netti), in crescita rispetto ai 29 precedenti. A dare un forte impulso nel deleveraging è poi l’utilizzo del badwill (pari a 3,2 miliardi complessivi) generato dall’acquisizione di Ubi, che serve ad incrementare le rettifiche di valore dei crediti svalutandoli a prezzo di mercato in vista della dismissione.

Le maggiori rettifiche permetteranno di accelerare con le cessioni, senza costi per gli azionisti, e nel contempo consentiranno di abbattere, in linea con gli inviti della Bce, l’Npl ratio, oggi pari al 3,5% in termini netti. L’obiettivo di fondo è quello di attestarsi ai livelli delle best-in-class in Europa in termini di Npe ratio.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa