Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Intesa, piano per erogare 150 miliardi

Oltre 150 miliardi di euro di prestiti. È quanto Intesa Sanpaolo punta ad erogare ad imprese e famiglie nei prossimi quattro anni. In uno scenario in cui la remuneratività futura della banche dovrà necessariamente passare attraverso un aumento dei ricavi, Intesa Sanpaolo conta di muoversi con il piede pesante. «In quattro anni di piano – ha detto ieri l’ad del gruppo Carlo Messina facendo riferimento al piano che sarà presentato il 28 marzo, dopo l’approvazione dei consigli di gestione e di sorveglianza che si terranno il 27 marzo – la nostra offerta di credito può superare i 150 miliardi di euro, a disposizione per erogazioni a medio-lungo termine a sostegno del Paese». Attenzione però a cadere nei facili entusiasmi. Perchè se è vero che in prospettiva la banca può erogare credito, ha ricordato l’ad di Intesa, d’altra parte non può «incidere sulla domanda». Un po’ come dire che il tessuto economico stesso dovrà mostrare una reattività. Solo a quel punto la banca sarà pronta a finanziare. «La capacità di tradurre la nostra offerta in erogazioni», ha precisato il banchiere durante la presentazione del rapporto della banca sui distretti industriali, «dipenderà da una domanda di credito che non si trasformi in sofferenze, perché noi abbiamo azionisti che ci chiedono di remunerare il loro capitale e quindi non ce lo possiamo permettere». Nessun mistero invece sulla «fortissima crescita» delle sofferenze negli anni della crisi, anche perché «non ci siamo tirati indietro» sul fronte degli erogati.
Ma il vero tema sul tavolo del gruppo è quello dei crediti deteriorati, dossier sul quale la banca sta lavorando con lo sviluppo di diversi progetti ad hoc. Una «spiegazione analitica» delle possibili soluzioni allo studio arriverà con il piano d’impresa previsto per fine marzo. Certo è che «creare un sistema per gestire i crediti non performanti in una logica di “business unit” è un asse portante di qualsiasi piano per qualsiasi banca in questo momento», ha detto il banchiere. In ogni caso, riferendosi all’ipotesi di progetti di bad bank con appoggio statale, Messina ha ribadito che Intesa non avrà bisogno di garanzie statali sui propri crediti deteriorati. «Per Intesa Sanpaolo – è il messaggio – escludo totalmente possa esserci la necessità di garanzie statali di alcun tipo, non ne abbiamo bisogno e non c’é assolutamente nulla sul tavolo». Per quanto riguarda il sistema bancario nel suo complesso «non so se possa essere una soluzione di successo come lo è stata in altri Paesi».
L’appuntamento di ieri è servito anche per intervenire sul recente incremento delle quote in Intesa da parte del fondo Blackrock, salito al 5% e oggi secondo azionista dopo la Compagnia Sanpaolo. Una mossa, quella del fondo anglosassone, che «fa molto piacere» ed è «una dimostrazione di fiducia non soltanto nella banca ma anche nel Paese». Anche per questo Messina si è detto convinto che, se la presentazione del nuovo piano industriale di Intesa Sanpaolo verrà valutata in modo positivo, «ci potranno essere altri investimenti da parte di investitori istituzionali».
Una battuta, infine, sul governo Renzi. «Sono il capo di una banca, non do giudizi su ministri e governi» ha detto l’ad riferendosi al nuovo esecutivo, pur ribadendo che «stabilità, riforme e modernizzazione sono elementi che possono rappresentare un volano per la crescita del Paese».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa