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Intesa, ok al nuovo consiglio con Gros-Pietro e Cucchiani

Gian Maria Gros-Pietro è il nuovo presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, per Enrico Cucchiani è arrivata la conferma (scontata) della carica di consigliere delegato; suo vicario sarà il cfo Carlo Messina, che ha ricevuto anche le delega alla Banca dei Territori e dunque conferma la sua ascesa nella prima linea del gruppo.
Il Consiglio di Sorveglianza che si è riunito ieri mattina a Milano, con un voto unanime, ha sostanzialmente confermato le previsioni della vigilia: il nuovo board operativo della banca è formato da dieci componenti, di cui quattro manager; su questi ultimi restavano le incognite maggiori, ma al riguardo ieri è stato approvato l’accordo confezionato dal presidente della banca Giovanni Bazoli nei giorni scorsi, che – oltre a Cucchiani e Messina – prevede l’ingresso del chief risk officer, Bruno Picca e del dg e numero uno di Banca Imi, Gaetano Micciché, in un mix che vede rappresentate sia le funzioni di controllo che di gestione. Gli altri nomi in elenco sono quelli dei vicepresidenti Giovanni Costa (indicato dalla Fondazione Cariparo) e Marcello Sala (Cariplo) e dei consiglieri Piera Filippi (CariBologna), Carla Ferrari (Compagnia Sanpaolo) e Giuseppe Morbidelli (CariFirenze).
Ieri in Sorveglianza si sono tenute dieci votazioni, una per ogni consigliere, e tutte hanno registrato l’unanimità tranne due: quando c’è stato da decidere l’ingresso nella Gestione di Costa e Morbidelli, il consigliere Pietro Garibaldi ha optato per l’astensione, dopo aver fatto notare che le nomine di fatto vanno a cozzare con
il documento sulla composizione qualitativa e quantitativa approvato dalla Sorveglianza appena due mesi fa, il 5 marzo scorso, che suggerisce di evitare la sovrapposizione tra la Gestione e «incarichi in organi amministrativi» di società appartenenti al Gruppo Intesa (in particolare, Costa è presidente della Cassa di risparmio del Veneto e Morbidelli di CrFirenze).
Bazoli si è mostrato più che soddisfatto, al termine di una lunga e complessa mediazione tra azionisti, manager e i vari “paletti” normativi. Di fatto, l’esito portato ieri in consiglio rappresenta un’ulteriore implementazione del duale: come anticipato, infatti, della mediazione fa anche parte un riassetto organizzativo che va a incidere pesantemente sulle competenze dei diversi manager; secondo quanto si apprende, la delega alle partecipazioni strategiche (tra cui Rcs, Telco-Telecom, Alitalia) è stata trasferita dal corporate al consigliere delegato (in pratica, passa da Micciché a Cucchiani), mentre la clientela “mid corporate” non sarà più di competenza del corporate ma della Banca dei territori, che così si occuperà – salvo eccezioni – di tutte le imprese con fatturato fino a 350 milioni; la logica, si è detto ieri prima nella Sorveglianza e poi nella prima riunione del Consiglio di Gestione che si è svolta nel pomeriggio, è quella di trasferire ulteriori poteri sul territorio, un vero e proprio empowerment, ha spiegato Cucchiani, per una maggiore efficienza e rapidità d’intervento. Ma qui c’è anche un’altra novità importante: su proposta del ceo, la competenze sulla Banca dei Territori, fino a ieri di Giuseppe Castagna, nominato direttore generale pochi mesi fa, va a Carlo Messina. Un rimescolamento, quest’ultimo, non da poco, che va a incidere pesantemente sulla prima linea del management di Intesa.
Primo impegno per la Gestione, sarà l’esame, martedì prossimo, della trimestrale.

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