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Intesa nuova governance. Con il motore sul territorio

Dopo l’assemblea di venerdì scorso a Torino, Intesa Sanpaolo è avviata verso una nuova fase della propria storia. A breve uscirà dalla struttura operativa Giovanni Bazoli, l’uomo che più di ogni altro ha contributo alla creazione, alla crescita e al successo di Intesa Sanpaolo, partendo dal disastro dei primi anni Ottanta quando, dopo il crack legato a Roberto Calvi, iniziò a costruire sulle macerie di quanto avuto in dote.
Equilibri
La banca oggi cerca nuovi equilibri, soprattutto una forma di governance più agile. Dopo la fusione tra Intesa e San Paolo, il gruppo ha conquistato una posizione di leadership in Italia che l’attuale consigliere delegato, Carlo Messina, ha saputo sfruttare adeguatamente, come dimostrano i 2.739 milioni di utile netto contabile che sintetizzano l’attività del 2015 e che hanno portato a una maxi cedola da 2,4 miliardi cash . I nuovi equilibri di governance , che si raggiungeranno nel corso delle prossime settimane, partono da un punto saldo. Se Bazoli verrà probabilmente coinvolto in attività di rappresentanza (per lui pare pronta la carica di «presidente emerito») sarà Messina il tratto della continuità.
È lui oggi ad avere in mano la banca, una ragnatela di 4.144 agenzie bancarie sparse sul territorio italiano, cui si aggiungono 1.242 sportelli all’estero, con oltre 90 mila occupati diretti. La sua gestione ha puntato sull’efficienza e sul recupero di un rapporto importante con la clientela, anche e soprattutto quella formata dallo small business e dalle famiglie. Una scelta che ha pagato in termini di commissioni e di fidelizzazione.
«Il 2015 – spiega Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca del Territori di Intesa Sanpaolo – ha dato chiare indicazioni, è stato un punto di svolta. E il 2016, nonostante un avvio d’anno caratterizzato dalla volatilità che ha inciso sui mercati, creando in qualche caso spaesamento nei clienti, per la Banca dei Territori rimane comunque un anno caratterizzato da segnali positivi che ci giungono dalla clientela e che contribuiscono a confermare il nostro ottimismo. Il sentiment è elevato, sia per quanto riguarda i privati, che per ciò che interessa le imprese, che rappresentano un ulteriore elemento di forte spinta».
Ruoli
Il ruolo della Banca dei Territori è centrale per Intesa. E il futuro vuole essere caratterizzato da un mix di offerta tra strutture fisiche e digitali, pur mantenendo saldamente i piedi nella realtà. «Noi cerchiamo nuovi business – spiega Barrese – ma ci è anche chiaro qual è il nostro business principale, ovvero sostenere famiglie e imprese con nuovo credito e sviluppare l’attività di gestione del risparmio. Nelle nostre filiali non vendiamo frigoriferi e anche il lay-out delle agenzie è focalizzato alla creazione di connessioni tra la nostra clientela. Siamo poi molto interessati ai nuovi mestieri che la rivoluzione digitale in atto sta creando. Abbiamo attivato una piattaforma digitale per l’incoming turistico che prima semplicemente non c’era. Siamo vicino, in maniera ancora più presente dopo l’Expo di Milano, a tutti i piccoli produttori italiani dell’agroalimentare. Cerchiamo di far sì che l’impatto della digitalizzazione dell’economia sia positiva e non disruptive come rischia di essere se non vengono governati i processi strategici di scelta». Destination Italia è la newco creata per valorizzare e vendere all’estero il «prodotto Italia» in modo proattivo, mentre Intesa Sanpaolo Casa è la rete di agenzie per l’intermediazione immobiliare che il gruppo sta creando. L’obiettivo 2016 è essere presente con una rete di agenzie immobiliari in tutte le principali città. Sono già attive a Roma, Milano, Torino, Monza, Napoli, Brescia, Bologna e Firenze e le prossime apriranno a Padova e Brescia. Mentre è stato siglato un accordo con il ministero per le Politiche Agricole che prevede un plafond di 6 miliardi in tre anni e si pone l’obiettivo di creare 70 mila nuovi posti di lavoro in Italia rispondendo alla crescente richiesta di prodotti agroalimentari Made in Italy nel mondo, tanto che si stima essere pari a quasi 90 miliardi di euro la potenzialità di questo mercato.
Occupazione
Centrale per un gruppo di oltre 90 mila dipendenti, per la stragrande maggioranza basati in Italia, è la prospettiva futura. «Intesa Sanpaolo – ricorda Barrese – è la più grande banca in Italia ed è il primo operatore privato in Italia per occupazione. Giova evidenziare che nel presentare il piano d’impresa Carlo Messina ha annunciato che non ci sarebbero stati esuberi: eventuali eccessi sono stati reimpiegati in nuovi ambiti operativi. In questo contesto credo che lo sviluppo delle tecnologie digitali rappresentino più una opportunità che una minaccia per l’occupazione. Lo dimostra il fatto che al fine di una più profonda integrazione dei vari canali di offerta dei nostri prodotti alla clientela il call center del gruppo è stato nei fatti trasformato nella nostra filiale online , con un evidente beneficio per il cliente finale». E nessun impatto sul fronte occupazionale.
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