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Intesa nuota controcorrente Acquistati 900 milioni di mutui

Con un’operazione innovativa per il mercato italiano, Intesa Sanpaolo ha comprato (e non venduto, come avviene comunemente sul mercato) un maxi-portafoglio di mutui ipotecari. La banca guidata da Carlo Messina nei giorni scorsi ha infatti concluso l’acquisto di un portafoglio di mutui ipotecari in bonis per un valore nominale residuo di circa 900 milioni di euro dalla filiale italiana di Barclays Bank.

L’operazione riguarda un pacchetto di mutui prima casa garantiti da immobili residenziali situati in Italia, per il 50% circa concentrati nel Nord del Paese. Il perimetro dei 900 milioni rappresenta il debito residuo di circa 12.500 mutuatari e costituisce una parte significativa del totale mutui a suo tempo erogati da Barclays, gruppo inglese che dal 2016 è progressivamente uscito dall’Italia con la sua divisione retail, tanto da aver venduto nel tempo le filiali a CheBanca, i prestiti personali e carte di credito a Banca Ifis e le cessioni del quinto a Ibl Banca.

L’operazione conclusa da Intesa è la prima di questo genere in Italia ma potrebbe essere seguita da una seconda simile nel 2020, sempre con Barclays, e si spiega con i benefici patrimoniali e reddituali generati. La banca di fatto riduce la rischiosità complessiva del portafoglio portando anzitutto in casa crediti in bonis. Inoltre, l’istituto riduce il profilo di rischio complessivo in virtù dell’ottimizzazione degli attivi a rischio: grazie al coinvolgimento di alcuni investitori specializzati (credit insurers), Intesa acquista una protezione sulle prime perdite potenziali. E libera capitale che può essere a sua volta impegnato in nuovi prestiti. La mossa si inserisce nell’ambito di un programma di cartolarizzazioni sintetiche denominato “Garc” (Gestione Attiva Rischio di Credito) avviato con il piano al 2021, che è curato dalla direzione che si occupa della gestione proattiva del portafoglio crediti (denominata “Active credit portfolio steering”) guidata da Biagio Giacalone, e che riporta al Cfo Stefano del Punta. Peraltro l’impatto in termini di liquidità (legato all’acquisto dei mutui) è invece contenuto grazie alla possibilità di utilizzare i mutui stessi come collaterale per nuovi bond. Infine, allargando il proprio bacino di clientela, Intesa può contare su un pacchetto di clientela aggiuntivo a cui rivolgersi per vendere altri prodotti. «Questa operazione – dice del Punta – che si inserisce nel quadro di strategie creditizie e gestione dinamica del portafoglio crediti del gruppo, rappresenta un’opportunità di ampliamento della base di clientela famiglie e di conseguente sviluppo di cross-selling e di crescita sostenibile dei ricavi, con un arricchimento dell’offerta per oltre 12.500 famiglie italiane».

Luca Davi

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