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Intesa, Miccichè e Micillo confermati al vertice di Imi

Gaetano Miccichè e Mauro Micillo sono stati confermati rispettivamente nei ruoli di presidente e amministratore delegato di Banca Imi. L’assemblea della banca d’investimento del gruppo Intesa Sanpaolo, riunita ieri, ha ribadito i due manager al vertice di quello che rappresenta uno dei principali motori di redditività del gruppo guidato da Carlo Messina.

Nel board, oltre a Miccichè e Micillo, ci saranno Giuliano Asperti e Fabio Alberto Roversi Monaco, entrambi vice presidenti, e come consiglieri Giuseppe Attanà, Aureliano Benedetti, Fabio Buttignon, Vincenzo De Stasio, Paolo Maria Vittorio Grandi, Massimo Mattera, Gerardo Pisanu.

Per il collegio sindacale sono stati nominati – quali Sindaci Effettivi – Giulio Stefano Lubatti (Presidente), Carlo Maria Augusto Bertola e Stefania Mancino e – quali Sindaci Supplenti – Giovanni Brondi e Alessandro Cotto.

L’assemblea di ieri è stata anche l’occasione per approvare il bilancio del 2018 che si è chiuso con un risultato netto consolidato di 803 milioni di euro e un dividendo di 192,5 milioni di euro a favore della controllante Intesa Sanpaolo. Via libera anche alla scissione della partecipazione detenuta in Epsilon sgr a Eurizon Capital sgr.

Lo scorso anno, come comunicato al mercato a febbraio, la banca d’investimento ha realizzato un utile record, «il più elevato raggiunto nella storia» e in rialzo «di quasi il 20%» (+19,7%) rispetto al 2017, quando la banca aveva generato un risultato netto di 671 milioni di euro.

A trainare l’utile è stato in particolare l’andamento in crescita dei ricavi, che sono stati caratterizzati da un «robusto livello di interessi netti», come spiega la banca in una nota, e da una «costante crescita» nell’anno delle commissioni da clientela, grazie alle operazioni di finanza strutturata e di investment banking.

Banca Imi, che rappresenta di fatto il motore principale della divisione Corporate e Investmente Banking di Intesa Sanpaolo, aveva registrato un margine di intermediazione che si è attestato a 1,7 miliardi (+7,2%), mentre il risultato della gestione operativa era stato pari a 1,2 miliardi (+9,8%). I costi operativi sono saliti dello 0,9% a 465 milioni, mentre il rapporto cost/income è sceso dal 29,4% al 27,7%. Accantonamenti, rettifiche di valore nette e altri oneri, inclusivi dei contributi ai Fondi di Risoluzione, incidono per complessivi 23 milioni di euro.

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