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Intesa macina utili e anticipa a novembre un acconto sul dividendo

Il miglior semestre di Intesa Sanpaolo dal 2008 è talmente forte da portare l’ad Carlo Messina ad alzare le stime, aumentare la cedola e pagare già a novembre il suo primo anticipo di dividendo sui profitti attesi per il 2021. L’utile netto tra aprile e giugno è salito a 1,5 miliardi, in rialzo del 6% rispetto allo stesso periodo 2020 e sopra le attese degli analisti. L’utile del semestre sale così a 3,02 miliardi (+17,8% sul 2020) con i ricavi da fee e commissioni in aumento del 13,2% a 4,68 miliardi, senza le sinergie di Ubi, portando così il gruppo a puntare a fine 2021 a profitti superiori a 4 miliardi.«Siamo una macchina da utili inarrestabile – ha detto Messina agli analisti – questo è il miglior secondo trimestre della nostra storia, grazie a maggiori commissioni, al wealth management e minori rischi sui crediti e Npl». Con questo livello di profitti Intesa, che ha già staccato a maggio 694 milioni di cedole per il 2020, pagherà a ottobre un saldo di 1,93 miliardi (9,96 centesimi ad azione) e a novembre altri 1,4 miliardi (7,21 centesimi a titolo) come anticipo del dividendo 2021. Messina mantiene così le promesse fatte ai soci di Ubi, dato che l’obiettivo di arrivare al 2022 con 5 miliardi di utili a questo punto sembra conservativo e quello di un dividendo compreso tra il 70 e il 75% degli utili viene ribadito, con profitti peraltro superiori a quelli iniziali.Il maxi dividendo 2020 e l’anticipo sul 2021 arrivano perché a fine giugno l’indice di solidità della banca Cet1 è salito al 14,9% (+0,6%) pro-forma con Ubi a regime. «Se non avessimo un capitale robusto e tra i migliori del settore in Europa non potremmo garantire questi rendimenti – ha detto Messima – ma anche tenendo conto del nostro azionariato crediamo che sia giusto remunerare i soci, un principio che vale per i fondi esteri, per gli azionisti retail e ancor più per le fondazioni, che supportano il territorio con tante attività benefiche che dal 2014 hanno ricevuto 3 miliardi di cedole».Migliorano anche le coperture sui crediti deteriorati e gli Npl (che a giugno erano salite al 49,7%). Con queste premesse Messina ha dato appuntamento agli investitori a febbraio, quando sarà annunciato il nuovo piano d’impresa 2022-2025, che farà da base anche per le cedole future. «Nel 2022 accelereremo perché maturerrano le sinergie con Ubi- ha concluso Messina- nel nuovo piano investiremo sul digitale, ma anche sulle persone che sono la nostra vera risorsa, sul wealth management e sulla fabbrica prodotto». Resta la voglia di crescere per acquisizioni all’estero, ma secondo Messina mancano le opportunità.

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