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Intesa, Leone alla finestra

Generali è diventato un azionista importante di Intesa Sanpaolo, anche se al momento non ha ancora chiesto di far parte della governance della banca e di entrare nel cda: lo ha riferito il presidente della Ca’ de Sass, Gian Maria Gros-Pietro. «L’unica novità è che Generali è un grande azionista e noi abbiamo grande considerazione dei nostri azionisti: dunque, anche di loro terremo conto».

Gros-Pietro ha sottolineato che «c’è una quota in proprietà del 3,4% che fa di Generali un azionista importante della banca, sicuramente tra i primi cinque.

Questa quota rappresenta un investimento importante di 1,1 miliardi per Generali. Dal punto di vista di Intesa, rappresenta un rapporto con un investitore importante: io ho massima considerazione di tutti gli investitori e, più investono, più per noi sono importanti». Alla domanda se la quota del Leone possa precludere un’offerta da parte dell’istituto di credito, il presidente ha risposto che «non preclude un’eventuale offerta, si tratta di piani diversi».

Quanto all’eventuale offerta di Intesa sulla compagnia triestina, «non ci sono novità: ci sono valutazioni da parte del management, speriamo che le valutazioni portino a un risultato». E neppure vi sono «tempi stabiliti» per chiudere la valutazione. A chi gli chiedeva se vi siano state da parte di Generali richieste di far valere la propria quota, Gros-Pietro ha replicato: «Non sono pervenute richieste di un ingresso in cda».

Durante un’audizione alla commissione di vigilanza sull’anagrafe tributaria, Gros-Pietro ha evidenziato il ruolo di Intesa come acceleratore di crescita. Nel 2016 è stato registrato un incremento del 5% dei crediti netti verso la clientela a 364,7 miliardi di euro. Il credito a supporto delle famiglie è ammontato a circa 78 miliardi, in aumento del 10% per i mutui residenziali e del 13% per le altre forme di finanziamento. Il contribuito che l’istituto ha fornito alle imprese italiane ha superato i 173 mld di euro.

Il banchiere ha spiegato che dei risultati raggiunti dal gruppo hanno beneficiato tutti gli stakeolder. Le erogazioni di credito a medio-lungo termine a famiglie e imprese sono ammontate a 56 mld di euro, 48 dei quali in Italia. Sul fronte pubblico, Intesa ha versato 2,3 mld di euro (1,7 in Italia) in imposte dirette e indirette, mentre gli azionisti hanno goduto di 3 miliardi di euro di dividendi cash. La banca, inoltre, è in prima linea nel contrasto dell’attività di riciclaggio e nella lotta all’evasione fiscale: nel 2016 ha presentato all’Unità di informazione finanziaria (Uif) 9.407 segnalazioni di operazioni sospette su un totale di 101 mila ricevute dalla stessa Uif a livello di sistema.

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