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Intesa, Lazard e SocGen indagate nella scalata Parmalat

di Massimo Sideri

MILANO— Ci sono anche Intesa Sanpaolo, Société Generale e Lazard nel registro degli indagati della Procura di Milano sulla scalata Lactalis alla Parmalat. Le tre banche sono state chiamate in causa dal magistrato Eugenio Fusco che coordina le indagini come persone giuridiche sulla base della legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti per l’operato dei propri dipendenti che in questo caso sono Carlo Salvatori per Lazard, Fabio Canè per Intesa e Patrizia Micucci per SocGen. Quest’ultima aveva strutturato gli equity swap con i quali Lactalis aveva scalato il gruppo di Collecchio e poi definito il passaggio del 15,3%della Parmalat dai tre fondi esteri, Skagen, Zenit e Mackenzie ai francesi. «Rimaniamo convinti che non ci siano stati comportamenti che hanno leso il nostro interesse e crediamo che questo venga poi alla fine dimostrato» ha detto ieri Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. Riguardo poi al coinvolgimento diretto dell'azienda il manager ha tagliato corto: «Questo fa parte della routine. È automatico» . In ogni caso il percorso giudiziario non sembra dover rallentare quello dell’Opa: ieri i commissari della Consob si sono riuniti con Giuseppe Vegas anche se a causa della mole di lavoro la riunione è stata riaggiornata ad oggi. Sembra ormai scontato il via libera sulla correttezza formale dell’operazione, come aveva anticipato giorni fa il premier Silvio Berlusconi. Ieri in un incontro con gli analisti dopo il board sui conti trimestrali l’amministratore delegato della Parmalat, Enrico Bondi, ha detto che «dobbiamo aspettare i documenti, c'è un processo in corso» . Insomma, solo dopo il semaforo verde di oggi il board si riunirà per valutare la propria posizione e pubblicare la fairness opinion preparata da Goldman Sachs. Tutti ormai si aspettano un rilancio sul mercato vicino ai 2,8 euro: da tre giorni infatti il titolo quota vicino a 2,65 euro, al di sopra del prezzo dell’Opa (2,6). Bondi ha sottolineato che il consiglio è in passivity rule, ossia non può intraprendere atti o iniziative contrastanti con gli obiettivi dell'offerta. Contando che da un punto di vista strettamente procedurale devono passare cinque giorni di mercato aperto dall’ok Consob al lancio dell'Offerta, l'Opa dovrebbe partire il 23 o, al massimo, il 24 maggio. Intanto dalla relazione del consiglio è emerso che il fondo pensione degli insegnanti dell'Ontario, che nel 2004 aveva erogato un finanziamento da 530 milioni di dollari canadesi a Parmalat Dairy &Bakery Inc (Pdbi), l'attuale Parmalat Canada. E quel contratto prevede in sostanza che se dovesse avvenire un cambio di controllo nel gruppo prima del 9 luglio 2012 il nuovo azionista dovrebbe versare al fondo il 10%dell’equity value di Pdbi. Che in soldoni significa un altro esborso di 120-130 milioni di euro per Lactalis. Parmalat ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto di gruppo pari a 50 milioni, in crescita del 3,1%sullo stesso periodo del 2010. I ricavi sono saliti dell'8,9%a 1,033 miliardi grazie all'aumento dei volumi di vendita registrato soprattutto in Australia e Venezuela e all'indebolimento dell'euro nei confronti delle principali valute. Ieri il tribunale di sorveglianza di Bologna ha anche rigettato le istanze di scarcerazione presentate dai legali di Calisto Tanzi. L'ex patron di Parmalat resta quindi in carcere a Parma. 

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