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Intesa lancia swap sui titoli subordinati: mossa da 5 miliardi

Operazione di fine estate per Intesa Sanpaolo che lancia uno swap di titoli subordinati per circa 5 miliardi di euro. L’offerta, rivolta ai detentori di bond Tier 2 punta a scambiare questa tipologia di titoli già in circolazione con nuovi subordinati in euro, scadenza 13 Settembre 2023 e con un rendimento pari ad uno spread di 450 centesimi sul tasso midswap a 10 anni. I nuovi titoli scambiati saranno privi di clausole di richiamo. L’offerta lanciata ieri si chiuderà giovedì 5 settembre e regolata il 13 settembre.
I dealer manager dell’operazione sono Banca Imi, Bnp Paribas, Credit Suisse, Deutsche Bank e Merill Lynch.
L’Offerta di scambio è finalizzata ad ottimizzare la composizione del patrimonio di vigilanza dell’istituto di credito ai fini di Basilea III. A differenza di altre operazioni di swap e di buy back di Intesa Sanpaolo, quella appena lanciata è la prima che punta ad ottimizzare il capitale cosiddetto subordinato.
A questo scopo sono state individuate due categorie di titoli. Alla prima appartengono bond subordinati provvisti di incentivi al riacquisto, come call e step up che al fine dei requisiti richiesti da Basilea in prospettiva non saranno più validi; la seconda categoria, invece, riguarda quelle emissioni con una vita residua inferiore ai 5 anni: a partire dal prossimo anno, infatti, questa tipologia di titoli subordinati dovranno essere ammortizzati per una quota annua del 20% ai fini della vigilanza, quindi è stato ritenuto opportuno sostituirli con nuovi titoli da utilizzare in toto.
Non è l’unica operazione messa in campo da Intesa Sanpaolo per ottimizzare la composizione del patrimonio di vigilanza. A luglio scorso l’istituto ha effettuato un buyback di titoli senior per 1,5 miliardi di euro che ha consentito al gruppo di registrare nel terzo trimestre un beneficio, comprensivo dell’effetto positivo della chiusura dei derivati di copertura dal rischio di tasso, di circa 113 milioni di euro per l’utile ante imposte e di circa 76 milioni di euro per l’utile netto.
Prima dell’operazione di buy back, a inizio anno è stata lanciata un’emissione di obbligazioni bancarie garantite per un miliardo allo scopo di ottimizzare la gestione di tesoreria. Il titolo a tasso fisso a 12 anni, è garantito in massima parte da mutui ipotecari residenziali e commerciali ceduti da Intesa Sanpaolo. La domanda (per l’87% da investitori istituzionali esteri) è stata pari a circa 3,5 miliardi di euro (3,5 volte rispetto al target di un miliardo). Sempre a gennaio, Intesa Sanpaolo ha lanciato una duplice emissione obbligazionaria senior per 3,5 miliardi di dollari destinata esclusivamente ai mercati americano e canadese.

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