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Intesa lancia il suo primo green bond

È Intesa Sanpaolo la prima banca italiana ad emettere green bond, titoli legati a progetti che promuovono progetti di sostenibilità climatica e ambientale. Nel giorno della chiusura del G7 Ambiente che si è tenuto a Bologna, l’istituto italiano annuncia l’emissione inaugurale della sua obbligazione che sarà di importo massimo di 500 milioni di euro, scadenza 5 anni. Oggi è prevista la conference call con gli investitori istituzionali per l’operazione senior unsecured con rating atteso Baa1 da Moody’s, BBB- da Standard & Poor’s, BBB da Fitch e BBB da Dbrs. Per il green bond inaugurale da collocare nei prossimi giorni sono state coinvolte Banca Imi, Credit Agricole, Hsbc e Société Générale.
Un comparto, quello dei green e climate bond, che cresce lentamente in Italia rispetto ad altri paesi come la Francia, l’Olanda, il Lussemburgo, gli Stati Uniti. Borsa Italiana ha dedicato ai green bond un comparto specifico sulla piattaforma EuroMot. In altre Borse, come ad esempio quella del Lussemburgo, il comparto delle obbligazioni legate a progetti di sostenibilità ambitale conta circa 110 titoli quotati da 27 emittenti internazionali in 18 diverse valute per un controvalore di 54 miliardi di euro. La crescita di importanza del settore è dimostrata dall’introduzione da parte di Standard & Poor’s di una sorta di rating per la valutazione dei rischi sottostanti questi titoli. L’Icma (International capital market association) ha definito i principi a cui gli emittenti devono aderire per collocare questi bond, i quali devono sempre essere legati a progetti ambientali misurabili e verificabili regolarmente: quello che si vuole evitare è che l’emissioni di bond con il marchio green sia una semplice operazione di marketing.
Questi titoli sono entrati nel radar degli investitori e delle società emittenti in particolare dopo gli accordi di Parigi sul clima con cui si erano stimati circa 90 mila miliardi di dollari di investimenti nei prossimi 15 anni sui programmi ambientali di cui almeno 800 miliardi di dollari l’anno per progetti legati alle energie alternative. Ora con la posizione assunta dagli Stati Uniti convinti nel rigettare gli accordi di Parigi, probabilmente questi numeri dovranno essere rivisti. Sta di fatto che oggi i green bond sono fermi a quota 82,6 miliardi di dollari e quest’anno potrebbe essere toccata quota 100 miliardi grazie ai collocamenti di Cina e in generale dei paesi asiatici impegnati nella riduzione delle emissioni nocive nell’aria.

Mara Monti

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