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Intesa La passione per l’estero Un grattacielo con vista sulla City

C’è molta soddisfazione in casa Intesa Sanpaolo alla vigilia della prima assemblea convocata, questa mattina, nella nuova sede del grattacielo torinese. Un’aria improntata all’ottimismo, visto come sono andate le cose dall’arrivo, al vertice operativo del gruppo, di Carlo Messina. Messe alle spalle le titubanze del passato il manager romano, in 18 mesi, ha realizzato una profonda trasformazione dell’istituto, ridando a Cà de Sass quel ruolo di leadership che era stato in parte offuscato nella prima fase della grande crisi internazionale della finanza. 
Tre risultati
L’intervento di Messina ha ridato aria e prospettive a Intesa Sanpaolo e un anno e mezzo dopo i risultati, che appaiono evidenti, si possono sintetizzare in tre aspetti: il risultato finale è passato dalla perdita di 4,55 miliardi registrata alla fine del 2013 all’utile netto di 1,25 miliardi con cui si è concluso il 2014. Nel medesimo periodo, la capitalizzazione di Borsa del titolo è raddoppiata, mentre la percentuale di investitori istituzionale esteri, presenti nel capitale della banca, è passata dal 44 al 56 per cento, facendo di questa categoria il primo gruppo di azionisti di Intesa Sanpaolo. Quest’ultimo aspetto risulta particolarmente significativo perché è diretta funzione di come la banca viene percepita dagli investitori professionali sui mercati internazionali, di come vengono giudicate le sue possibilità di sviluppo, la sostenibilità dei business in cui è impegnata.
Resta, Intesa, comunque la roccaforte delle Fondazioni, che qui raggiungono, con le prime quattro socie, una quota del 21,756 per cento del capitale e un totale attorno al 24%.
Trasformazioni
Il 2014 che oggi i soci manderanno in archivio è stato un anno di profonda trasformazione. Il comprehensive assessment e l’avviamento della vigilanza unica europea hanno fatto sì che la banca scalasse la classifica continentale degli istituti di credito per solidità patrimoniale e disponibilità di liquidità. Due fattori che hanno, anche nel recente passato, determinato profonde crisi per concorrenti di primaria importanza. Soprattutto, il 2014 è stato per Intesa Sanpaolo l’anno del Piano di impresa. Messina non solo ha seguito con estrema attenzione il posizionamento della propria banca secondo le direttrici imposte dai nuovi controllori europei, ma ha anche messo mano alla complessa organizzazione domestica di un istituto presente, in maniera massiccia, su tutto il territorio nazionale.
L’eredità delle vecchie Casse di risparmio, struttura portante delle finanze private del Paese per almeno i primi cinquant’anni del secondo dopoguerra, si trova qui più che altrove. Con tutte le complessità e le sensibilità che ne derivano. Messina ha rivisto l’organizzazione della Banca dei Territori, rinnovato tutti i direttori regionali, dato vita a tre divisioni focalizzate su Private banking , Asset management e Assicurazioni e affidandole rispettivamente a Paolo Molesini, Tommaso Corcos e Nicola Fioravanti. Addirittura, la divisione Insurance , sfruttando la grande capacità e la credibilità commerciale della rete agenziale, è riuscita nel corso del 2014 a diventare il primo produttore di premi Vita in Italia, davanti anche a un colosso come le Assicurazioni Generali.
Prospettive
Messina si è impegnato nel disegnare un percorso sostenibile di sviluppo anche al tempo dei tassi vicini allo zero, dell’elevata volatilità dei mercati e dell’invadente presenza delle tecnologie digitali che ha posto il problema dell’organizzazione del lavoro al tempo dell’ eBank . Ma ha anche assicurato i soci sul loro investimento e soprattutto sulla capacità della banca di garantire una remunerazione stabile del capitale investito, che si traduce concretamente in un dividendo in crescita e soprattutto cash , per questo e i prossimi esercizi (7 centesimi alle ordinarie; 8,1 alle risparmio). Promesse mantenute, anche in un momento in cui, altre banche, faticano a muoversi con disinvoltura e sono chiamate a fare i conti con il passato, spesso molto ingombrante. La macchina che Messina sta mettendo a punto ha poi iniziato il nuovo anno con un importante risultato sul fronte delle erogazioni al sistema delle imprese e delle famiglie: 8 miliardi di nuovo credito erogato nel primo trimestre 2015. Resta da completare il piano di espansione all’estero. Recentemente Intesa ha aperto un punto corporate a Istanbul, in precedenza ha acquisito attività bancarie a San Paolo del Brasile. Passi meditati, ma prodromici a qualcosa di più significativo per lo sviluppo di un vero network internazionale, soprattutto sui mercati di matrice anglosassone.
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