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Intesa ingloba le ultime sette banche del gruppo

Nel piano di Intesa Sanpaolo del 6 febbraio, che avrà per priorità la vendita di sofferenze creditizie per almeno 10-15 miliardi, saranno incorporate le ultime sette banche del gruppo in Italia: il Banco di Napoli e le Casse di risparmio di Forlì, Firenze, Fvg, Veneto, Pistoia, Bologna. Realtà storiche, ma svuotate di senso, sia perché ormai controllate al 100% sia perché mantenerle implica costi.
I sette marchi – come già altri 14 dal 2011 – saranno fusi, con la migrazione delle piattaforme tecnologiche e lo smantellamento dei cda. Per Napoli e Forlì le delibere sono state prese a dicembre, nel solco di « una semplificazione e razionalizzazione di struttura, un’ottimizzazione e valorizzazione delle risorse e una riduzione dei costi». Per disporne in toto, Intesa Sanpaolo aveva acquisito da Fondazione Cariforlì l’ultimo 10,74% nella banca, salendo al 94%. Due mesi prima ci fu una transazione simile con la Fondazione di Pistoia sulla cassa locale. Gli altri marchi erano già detenuti al 100%. Una discussione nel management guidato da Carlo Messina riguarda, invece, il mantenimento dei blasoni: per Napoli e Forlì pare sicuro visto il loro radicamento, mentre negli altri casi dovrebbe far premio la forza del logo Intesa Sanpaolo.
L’integrazione di Cassa del Veneto potrebbe tra l’altro consentire un giro di poltrone per il ricambio di Antonio Finotti, dominus di Fondazione Cariparo, socio al 3% del gruppo per avervi conferito l’omonima cassa padovana. Secondo indiscrezioni Gilberto Muraro, dal 2013 presidente di Cassa del Veneto, in primavera passerebbe a presiedere l’ente Cariparo, di cui fu già consigliere, stimato da Finotti. Muraro rettore all’università di Padova e docente di scienza delle finanze, in passato ha collaborato con il governo a vari progetti infrastrutturali. Un curriculum denso per raccogliere l’eredità di Finotti, in carica dal 2003 ma che grazie a una modifica statutaria potrebbe restarne presidente emerito. Stando a primi pareri la nomina di Muraro non violerebbe l’art. 10 del protocollo Acri- Mef, che vieta per almeno 12 mesi di nominare nelle Fondazioni « chiunque abbia ricoperto cariche negli organi della società bancaria conferitaria » . La conferitaria di Cariparo è Intesa Sanpaolo, non Cassa del Veneto.

Andrea Greco

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