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Intesa, il piano di Messina parte dal private banking

In Ca’ de Sass iniziano ufficialmente i preparativi per il matrimonio tra Fideuram e Intesa Sanpaolo private banking. Secondo quanto disposto da una nota del ceo Carlo Messina diffusa nei giorni scorsi al personale del gruppo, è stata costituita una «struttura progettuale» con il compito di sovrintendere alla «combinazione industriale» di Banca Fideuram, Fideuram Investimenti e Intesa Sanpaolo Private Banking. Piano industriale alla mano, è di qui che nascerà il polo del private banking del gruppo, struttura da 5.700 banker e 164 miliardi di masse gestite da cui Messina si aspetta 1,7 miliardi di ricavi nel 2017, 400 milioni in più del 2013.
Il polo, si legge in una nota interna che Il Sole 24 Ore ha avuto modo di consultare, «già oggi costituisce la quarta private bank dell’Eurozona», e sulla strada dell’espansione potrebbe trovare anche una partnership all’estero, come aveva già anticipato lo stesso consigliere delegato a fine marzo. Le valutazioni alla nuova struttura, che vede Matteo Colafrancesco (ad e dg di Banca Fideuram) nel ruolo di capo progetto e a un comitato guida composto dal coo Eliano Omar Lodesani, dal cfo Stefano Del Punta e da Paolo Molesini, ad e dg di Intesa Private Banking; il comitato sarà presieduto da Antonio Nucci, attuale direttore regionale con delega su Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che in questo modo assumerà di fatto una doppia veste nel gruppo.
La capital light bank
Passi in avanti anche su un altro punto chiave del piano industriale, la capital light bank, business unit chiamata a ridurre gli asset considerati non core, dalle partecipazioni di sistema ai crediti non performing: il tema è centrale, come conferma peraltro la cessione comunicata ieri di oltre la metà della partecipazione di Intesa in Nh Hoteles per 132,7 milioni. Anche in questo caso è stato nominato un capo progetto, Giovanni Gilli (responsabile dei progetti speciali del gruppo), cui si affiancherà un comitato guida presieduto da Stefano Del Punta e composto dal chief lending officer, Eugenio Rossetti e dal coo Lodesani. Se per il private ci sarà da lavorare sull’eventuale partner estero, nel caso della light bank invece l’obiettivo sarà «una significativa riduzione degli attivi in perimetro preservandone il valore» e l’«incremento della trasparenza sulle performance del gruppo verso i principali interlocutori esterni».
Il round di nomine
Avviata Banca 5 (con 1.800 gestori dedicati già attivi sul territorio da inizio maggio, come comunicato con la trimestrale), gettate le basi per il polo del private e per la capital light bank, il cantiere del nuovo piano industriale è ormai entrato nel vivo. Di fatto, rientrano in questa fase anche le nomine dei giorni scorsi, con Lodesani divenuto coo al posto di Francesco Micheli e l’ingresso di Stefano Del Punta in Consiglio di Gestione, una scelta anticipata da Il Sole 24 Ore lunedì scorso e formalizzata dal Consiglio di Sorveglianza giovedì; la prossima tornata di nomine potrebbe scattare dopo l’estate, quando il piano prepensionamenti inizierà a spiegare i suoi effetti anche tra i manager di prima fila.
Messina e la Bce
Ieri, mentre il titolo di Intesa ha cavalcato la giornata post-elettorale con un balzo del 4,23%, il ceo Carlo Messina era a Sintra per il forum Bce. Dal Portogallo il manager ha commentato il risultato delle urne («é positivo per la stabilità, che é quello di cui abbiamo bisogno ora») ma ha anche parlato delle possibili mosse dell’Eurotower: in particolare, il varo di un piano di nuovi finanziamenti per le banche dell’Eurozona «sarebbe una misura molto importante», ha detto Messina, spiegando che la Bce «ha svolto negli ultimi due anni un lavoro impressionante» per arginare la crisi. «Molto probabilmente ci saranno tassi di interesse ancora più bassi e un tasso negativo sui depositi bancari presso la Bce», é la previsione di Messina.
Sempre ieri, Intesa è stata premiata dall’osservatorio HR Innovation Practice come migliore azienda che nel 2014 si é distinta nell’innovazione dei processi di gestione e sviluppo delle risorse umane.

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