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Intesa, il giallo dei titoli smarriti

di Stefano Sansonetti  

Finiti nel nulla. Forse smarriti, o forse rubati. Al momento dalle parti di Intesa Sanpaolo dicono di non saperne molto. Il fatto certo è che qualche giorno fa si sono volatilizzati 60 assegni circolari del valore di 100 mila euro ciascuno. Nel complesso, quindi, ci troviamo di fronte a un pacchetto di titoli che vale 6 milioni di euro.

L'istituto coinvolto è il Banco di Napoli, presieduto da Enzo Giustino, che rientra nel supergruppo bancario guidato dal ceo Corrado Passera.

Certo, in tempi in cui bisogna pensare a una ricapitalizzazione da 5 miliardi di euro, il presunto smarrimento di 60 assegni circolari, seppur di consistente valore, non sarà una priorità assoluta per i vertici di Intesa. Tra i quali, però, più di qualche preoccupazione è cominciata a circolare se addirittura si è decisa la pubblicazione di un avviso per mettere in guardia tutti coloro che dovessero trovarsi a maneggiare questi titoli.

La vicenda, in effetti, sembra già aver assunto i contorni di un giallo. Nell'avviso del Banco di Napoli, infatti, si parla di uno «smarrimento» avvenuto in data 3 aprile 2010. Da Intesa fanno sapere che molto probabilmente c'è un errore, perché la data dovrebbe essere quella del 3 aprile 2011, altrimenti non si capirebbe perché l'avviso è stato pubblicato proprio in questi giorni.

In secondo luogo l'istituto sembra non sapere dove è avvenuto lo smarrimento: «in un luogo imprecisato», recita l'avviso in modo stringato. Ora, di sicuro il fatto è accaduto in una delle regioni in cui operano le circa 800 filiali del Banco di Napoli. Il perimetro quindi è circoscritto, si fa per dire, a Campania, Basilicata, Calabria e Puglia. Per il resto dal gruppo creditizio, almeno nella giornata di ieri, non è arrivata nessuna risposta alle informazioni chieste da ItaliaOggi. Non è quindi ancora chiaro chi abbia smarrito i 60 assegni circolari, dove li abbia perduti, se effettivamente ci sia la sicurezza che si tratta di semplice smarrimento, se ci siano denunce e se il gruppo abbia attivato qualche contromossa per cautelarsi. L'ipotesi del furto, pur non richiamata all'interno dell'annuncio, non viene esclusa a priori. Chissà.

Di sicuro c'è l'allarme che viene lanciato dal Banco di Napoli all'interno dell'avviso: «invitiamo pertanto tutti i possibili prenditori a non accettare da terzi i citati valori, anche se all'apparenza regolari. Grati per la collaborazione di chiunque vorrà tempestivamente segnalare alle nostre filiali situazioni di relativo tentato utilizzo».

Richiesta comprensibile, resta da vedere in mano a chi sono finiti i 60 assegni da 6 milioni di euro. 

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