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Intesa fa pulizia e tiene il dividendo

di Federico De Rosa

MILANO — Il dividendo è salvo. Nonostante gli adeguamenti di valore decisi da Enrico Cucchiani abbiano portato il bilancio 2011 di Intesa Sanpaolo in rosso per 8,1 miliardi, Ca' de Sass distribuirà ai soci 822 milioni di euro. Il rosso è dovuto all'effetto dell'impairment test sugli avviamenti, svalutati per 10,2 miliardi. «Dal punto di vista sostanziale non conta nulla — ha spiegato il consigliere delegato — è un effetto contabile». Cucchiani ha fatto notare piuttosto che il bilancio, al netto degli adeguamenti, si sarebbe chiuso con un utile netto di 1,9 miliardi e questo significa che Intesa Sanpaolo ha dimostrato «in un momento difficile di essere molto resistente. Credo che siamo andati molto bene nel contesto bancario, siamo in prima linea e abbiamo mostrato una crescita molto buona sui risultati di gestione».
Il bilancio 2011 approvato ieri, il primo firmato da Cucchiani, è positivo. La Borsa ha reagito regalando un rialzo di oltre il 4% alle azioni ordinarie e dell'8% alle risparmio dopo che Cucchiani ha detto di non ritenerle «una forma di capitale efficiente». Non c'è tuttavia al momento alcuna intenzione di convertirle. E con quelli della Borsa sono arrivati anche gli apprezzamenti della Compagnia di Sanpaolo, primo socio della banca, «non solo per la capacità di generare dividendi anche in un contesto complesso come l'attuale, ma soprattutto per la solidità complessiva, reddituale e patrimoniale, del gruppo Intesa Sanpaolo, che ha pochi equivalenti sulla scena italiana ed europea».
In dettaglio, il resoconto 2011 della banca milanese presenta proventi operativi netti in aumento dell'1,5%, a 16,7 miliardi, 5,46 miliardi di commissioni nette, in flessione del 3,3%, 920 milioni di risultato dell'attività di negoziazione, il doppio rispetto al 2010, e 540 milioni di risultato dell'attività assicurativa. Il risultato della gestione operativa è stato quindi di 7,64 miliardi, in aumento del 5,9%, l'utile lordo prima delle imposte di 2 miliardi di euro e il Core tier 1, il principale indicatore di solidità patrimoniale, è stato invece del 10,1%. Cucchiani, oltre ad aver adeguato i valori degli avviamenti, ha fatto pulizia anche su altre poste di bilancio. Accantonamenti e rettifiche sono così passate a 5,5 miliardi, da 3,6 miliardi, di cui 4,23 miliardi relativi alle rettifiche nette sui crediti. Nel pacchetto ci sono inoltre 700 milioni di oneri non ricorrenti, di cui 400 per titoli greci, 150 milioni per la definizione di alcune controversie con l'Agenzia delle Entrate e altri 120 milioni per la svalutazione di Telco.
«I risultati — ha commentato il banchiere — sono brillanti, la banca è ben posizionata per cogliere le sfide future e tutte le opportunità che si dovessero presentare». Cucchiani ha spiegato che il suo obiettivo è «assicurare solidità patrimoniale e forte liquidità, generare redditività superiore al costo del capitale in modo sostenibile nel tempo, conseguire risultati eccellenti in tutti i mercati in cui si opera, ridurre i costi in modo strutturale e remunerare il capitale e gli azionisti». La strada è già tracciata anche se il consigliere delegato di Ca' de Sass ha ammesso che vista la situazione dei mercati e dell'economia italiana «gli obiettivi quantitativi indicati nel piano richiedono una revisione». Qualcosa è già stato cambiato. Per Fideuram, per esempio, l'ipotesi di quotazione è stata definitivamente cancellata. È un asset «che crea valore ma con un capitale piccolo, è meglio tenersela salda in pugno» ha spiegato il banchiere, confermando che alla guida della società del risparmio gestito di Ca' de Sass andrà l'ex presidente del consiglio di gestione di Ca' de Sass, Enrico Salza. Anche Eurizon resterà nel gruppo: «Ci dà grandi soddisfazioni». È dentro casa, quindi, che il banchiere troverà le risorse per continuare a crescere.
 

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