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Intesa e UniCredit, arriva il rating senza il fattore-Italia

Intesa Sanpaolo e UniCredit da ieri hanno due nuovi rating, rispettivamente “BBB+” e “BBB”, contrassegnati da outlook “positivi” che sono una rarità per il rischio-Italia. Le nuove valutazioni, basate sulle informazioni pubbliche e non sollecitate dall’emittente, sono state assegnate da Scope Ratings, un’agenzia di valutazione nata a Berlino nel 2002 che si sta via via specializzando in Pmi, banche e cartolarizzazioni.
I due colossi bancari italiani entrano così nella rosa delle 20 banche europee coperte da Scoperatings con una gamma di pagelle che spazia dal grado più alto della “AA-” (Hsbc e Bnp Paribas, quest’ultima traballante da ieri sotto osservazione con possibilità di declassamento a causa della multa minacciata dagli Usa) al rating più basso, per l’appunto proprio la “BBB” di Unicredit.
Questi rating, a differenza di altri in circolazione, «non beneficiano di alcun livello di supporto governativo. Scope ritiene sempre meno probabili potenziali scenari di salvataggio pubblico per le banche dell’Unione Europea, visti i recenti sviluppi normativi orientati a un meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie che include il bail-in dei creditori privati». Per esempio, non c’è una relazione automatica tra i rating di UniCredit e il rischio sovrano (quest’ultimo non viene valutato da Scope con rating ad hoc), anche grazie «all’efficace diversificazione del gruppo».
Se il rischio sovrano influisce meno che in passato sulle banche, per Scope Ratings è invece determinante la situazione macro-economica ed è questo che per gli istituti di credito italiani ha costituito «un fardello significativo», anche se «le banche più grandi come UniCredit e Intesa Sanpaolo hanno un business diversificato e una migliore gestione dei rischi rispetto agli istituti di dimensioni medie e medio-piccole». «La crisi economica ha pesato finora sulla qualità degli asset delle banche italiane, ha aumentato le sofferenze, gli accantonamenti e il rischio legale collegato al lento recupero dei crediti ha influito altrettanto negativamente – ha commentato Sam Theodore, managing director responsabile per le banche a Scope -. I nostri rating tuttavia dipendono dalle nostre previsioni e lo scenario economico sta migliorando, torna la crescita e il Pil che sale avrà un impatto positivo sui bilanci bancari. Per questo le prospettive sono positive su Intesa e UniCredit».
L’ultimo pacchetto di misure annunciato dalla Bce ha totalmente rimosso il “tail risk” di carenza della liquidità. Le nuove operazioni di rifinanziamento a tasso fisso e a piena soddisfazione della richiesta è stato varato in uno contesto molto diverso rispetto alle due LTRO triennali, in quanto adesso le banche dell’Eurozona periferica non hanno difficoltà a finanziarsi sul mercato a medio-lungo termine, ha sottolineato Marco Troiano, analista per le banche italiane. Il rating “A” stabile di Santander e BBVA tiene conto del fatto che a causa dello scoppio della bolla speculativa immobiliare la Spagna è dovuta intervenire con aiuti esterni per risolvere i problemi del suo sistema bancario, creando una bad bank. L’Italia non ha dovuto gestire questo tipo di emergenza ma comunque «la Banca d’Italia si è mossa con anticipo spingendo le banche a ripulire i bilanci e riclassificare i prestiti prima del test AQR della Bce».

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