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Intesa, due vie per la nuova governance

Quale via scegliere, e con quali tempi percorrerla. Sono le due decisioni che ancora attendono Intesa Sanpaolo nel percorso di revisione della governance, che oggi finiranno sul tavolo del Consiglio di Sorveglianza. Secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, l’organo riprenderà i lavori da dove li aveva interrotti martedì scorso, quando la seduta – alla presenza di alcuni componenti del team ispettivo della Bce – si era limitata a passare in rassegna le quattro ipotesi studiate nei mesi scorsi dalla commissione presieduta da Giovanni Bazoli. Posto che l’attuale sistema meriti qualche modifica, ecco che la rosa delle possibilità spazia da una semplice correzione al duale attualmente in vigore fino a soluzioni più ardite, dal passaggio a un duale alla tedesca fino al tradizionale o al monistico; probabilmente, oggi verrà depennato sia il duale alla tedesca (considerato di difficile applicabilità in Italia) sia il tradizionale: se c’è da optare per l’addio al duale, si ragiona in banca, tanto vale sposare una soluzione considerata d’avanguardia come il monistico, che non prevede un collegio sindacale ma attribuisce a un comitato interno del consiglio d’amministrazione le funzioni di controllo. Di fatto, così, sul tavolo rimarrebbero un duale corretto (meno consiglieri, maggior sincronia tra i due organi) oppure , appunto, il monistico: il primo ha, dalla sua, il fatto di essere già applicato dalla banca e quindi di richiedere pochi interventi sullo statuto, il secondo – invece – è diffuso e apprezzato nel mondo anglosassone, quello di cui fa parte la maggioranza dei fondi, sempre più rilevanti all’interno dell’azionariato di Intesa, ma potrebbe comportare un’ampia riscrittura dello statuto. 
Difficilmente oggi si prenderà una decisione, ma l’organo potrebbe essere riconvocato per metà mese: tra la riunione di oggi e la prossima, infatti, ci sarà da sondare l’umore dei soci nonché eventuali indicazioni della Vigilanza, visto che nelle settimane scorse tutti i componenti dei due consigli sono stati intervistati sia singolarmente che collegialmente su vari aspetti, compresi i meccanismi di funzionamento della banca. E tra i poteri conferiti alla Bce nel ruolo di vigilanza unica sul sistema europeo del credito c’è anche quello di correlare al giudizio sul sistema di governance i requisiti di capitale richiesti a ogni singolo istituto.
Il consiglio di oggi dovrebbe anche monitorare l’agenda dei prossimi mesi: considerato che la Bce ha bisogno di 90 giorni di tempo per esaminare le proposte di modifica agli statuti, se l’intenzione – come dichiarato in assemblea dai vertici della banca – è quella di sottoporre ai soci la riforma nell’autunno prossimo in occasione di un’assemblea straordinaria, i prossimi passi andranno compiuti senza esitazione.
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