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Intesa Da Londra a New York lo shopping globale di Ca’ de Sass

Intesa Sanpaolo guarda all’estero. Il ceo group Carlo Messina, in un’intervista al Corriere della Sera di giovedì 27 novembre, ha detto chiaramente che l’orizzonte del gruppo di Ca’ de Sass supera i confini nazionali. 
Banca Intesa non è interessata ad intervenire direttamente nel salvataggio del Monte dei Paschi di Siena né di altre realtà bancarie italiane. Preferisce guardare all’estero, ma il gruppo non è oggi neppure interessato a operazioni strutturali, come fu in passato quella che unì Intesa con il Sanpaolo di Torino. Quindi, no a Commerzbank, no a Mps e a Carige, meglio una strategia selettiva, anche per evitare le repentine frenate resesi necessarie in Ucraina e in Ungheria. Intesa Sanpaolo pensa piuttosto a rami d’azienda e a settori particolari, l’ asset management e il private banking su tutti ed è pronta a chiudere anche domani, qualora si presentasse l’occasione. Come pure nelle assicurazioni, dove però serve una tempistica più dilatata, sia per le caratteristiche del business sia perché Intesa da due anni ha riunito in un unico polo tutte le sue attività assicurative divenendo, a scapito di Generali, il primo gruppo in Italia nella nuova produzione: 20 miliardi di euro di nuove polizze nel 2013, con 93 miliardi di riserve.
Scelte di qualità
La selezione, a cui ha fatto esplicito riferimento Messina, parte da alcuni presupposti. Anzitutto macroeconomici. Se Royal Bank of Scotland sta pretendendo troppo dalla possibile cessione di Coutts, la banca della Regina d’Inghilterra, Intesa non è disposta a fare follie, neppure per posizionarsi in un’area a diffusa sicurezza e con interessanti prospettive di crescita quale è la Gran Bretagna della finanza.
Il primo pre-requisito, infatti, è intervenire in Paesi considerati finanziariamente a «Tripla A», ovvero il massimo livello: alcune aree dell’Asia, come Hong Kong, la Svizzera, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. Lontani dall’euro e vicini a una mentalità economicamente diversa, anglosassone.
Nel dettaglio, il target nel settore del private banking si compone considerando un profilo dove un numero potenzialmente significativo di clienti è presente in diverse fasce della popolazione e dove sia possibile, in forza anche dei risultati della recente Aqr della Banca centrale europea, acquisire squadre di private bankers , a cui offrire (magari) spazi nelle sedi di Intesa già presenti nelle grandi capitali straniere.
Sarebbe un primo passo per affermare una presenza che in Italia, grazie alla unificazione di Fideuram con Intesa Sanpaolo Pb, ha sviluppato una rete di 5.700 bankers , con circa 165 miliardi di euro di masse in gestione. Numeri che valgono la quarta piazza in Europa, grazie al lavoro di Matteo Colafrancesco che, dal primo luglio 2015, verrà avvicendato da Paolo Molesini.
Maggioranza
Nell’ asset management l’attività di Intesa è vincolata al mantenimento della maggioranza in ogni possibile futura operazione di fusione. A differenza di quanto fatto da Unicredit con Santander per Pioneer, Ca’ de Sass vuole controllare almeno il 51 per cento di ogni nuova attività. Messina non si stanca di ripetere che «nei conti di Intesa c’è il 50 per cento del pil dell’Italia» e questo è un dato eticamente rilevante, ancor più del fatto che l’ asset management di Ca’ de Sass è il terzo, per dimensione, in Europa, con 220 miliardi di masse amministrate al 31 dicembre 2013. Il settore, affidato all’ex Fideuram Tommaso Corcos, è dominato dai grandi player americani Fidelity e BlackRock e potrebbero essere proprio loro i possibili partner, in modi e tempi tutti da definire.
L’obiettivo, evidenziato nel piano industriale da Messina, è di far crescere nell’arco del piano le masse in gestione dai 220 miliardi attuali ai 295 miliardi del 2017, con una crescita aggregata media ( cagr ) del 7,5 per cento annuo. Un passo ancor più veloce di quello previsto per il Private banking , atteso a una crescita aggregata media del 6,3 per cento annuo in corso di piano, tale da portare i ricavi del settore da 1,3 a 1,7 miliardi di euro.
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