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Intesa, Cucchiani: «Tempesta più lontana, ora la crescita»

Intesa Sanpaolo batte le attese del mercato e chiude i conti dei primi tre mesi dell’anno — i mesi del caso Cipro in Europa e della crisi politica in Italia — con un utile netto di 306 milioni, crediti deteriorati in netto calo, indici patrimoniali in crescita. E la promessa di un dividendo uguale o superiore ai 5 centesimi dell’anno scorso. Segnali che Piazza Affari saluta con un rialzo dell’1,9% e il consigliere delegato Enrico Cucchiani spiega così alla comunità finanziaria: «Nei mesi scorsi abbiamo temuto di essere nell’occhio del ciclone, fortunatamente l’uragano sembra essersi allontanato. Ora possiamo allentare le difese, siamo pronti a crescere».
Il primo impegno che aspetta il consiglio di gestione appena rinnovato è quello di dare impulso alla rete, la Banca dei Territori (utile +2,3% a 219 milioni nel trimestre), che passa a giorni sotto la guida del direttore generale vicario Carlo Messina. La formalizzazione dell’incarico a Messina è attesa già la prossima settimana, in un consiglio che potrebbe essere convocato per martedì 21 maggio. Agli analisti, il direttore generale annuncia intanto la chiusura 632 filiali «nei prossimi due anni», 217 nel secondo trimestre. La banca conta oggi 6.709 sportelli, di cui 5.181 in Italia.
Il risultato netto del gruppo si confronta con la perdita di 83 milioni dell’ultimo trimestre del 2012 e con gli 804 milioni di utile dei primi tre mesi dell’anno scorso. Il consensus oscillava tra i 250 e i 270 milioni.
La banca si è messa al riparo dalle turbolenze di questi mesi creando un «buffer», una riserva straordinaria da 20 miliardi di euro a rendimento zero, con un impatto da 100 milioni sul conto economico. La liquidità potrà ora essere utilizzata per rimborsare i fondi Bce (Ltro) o aumentare gli impieghi. Uno dei dati più significativi del trimestre è il drastico calo, di oltre un terzo, dei flussi di crediti deteriorati (-32,5% rispetto all’ultimo trimestre del 2012): una trend come «non se ne vedevano da molti trimestri» sottolinea Cucchiani. Sul fronte patrimoniale, gli indici centrano gli obiettivi di Basilea3 il «Core Tier1» è salito all’11,3%, il «Common equity ratio» ha raggiunto il 10,7% dal 10,6% di fine 2012.

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