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Intesa, conti record nel semestre «Dopo l’Opas ai vertici in Europa»

L’emergenza Covid-19 rallenta l’economia, ma non i conti di Intesa Sanpaolo che con 2,57 miliardi di euro di utili archivia il miglior risultato netto del primo semestre degli ultimi undici anni. Non bastasse, l’integrazione con Ubi Banca proietterà Ca’ de Sass al vertice del credito europeo, dietro la capolista Bnp Paribas per valori di Borsa. «Abbiamo dimostrato che una banca italiana è capace di fare la prima mossa. Mai nella storia una banca italiana è stata seconda in Europa per valore di Borsa», ha salutato il consigliere delegato di Intesa, Carlo Messina, che come ceo dell’istituto bergamasco fino all’incorporazione non ha fatto misteri di vedere bene la figura di Gaetano Miccichè, attuale numero uno di Banca Imi: «Come nuovo ad di Ubi, serve una persona che sappia guidare con successo organizzazioni complesse e squadre con persone da motivare. A questa caratteristiche mi pare corrisponda perfettamente Miccichè — ha commentato Messina —. Mi fido ciecamente di lui, con cui lavoro da molti anni. Sarà il consiglio di Ubi a doverlo designare, ritengo che possa aiutarmi. Ha tutte le caratteristiche per svolgere questo ruolo, domani ci sarà il cda e vedremo».

Intesa Sanpaolo ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con utili a +13,2% su base annua, il che equivale all’86% dei 3 miliardi di euro di utile netto minimo previsto per l’intero esercizio 2020 e risulterebbe pari a circa 3,16 miliardi se si escludessero le rettifiche di valore su crediti pari a circa 880 milioni per i futuri impatti del coronavirus. La banca si attende un utile netto nel 2020 «non inferiore a circa 3 miliardi di euro e non inferiore a circa 3,5 miliardi nel 2021». Il risultato della gestione operativa è aumentato del 2,8%, passando da 4,54 miliardi a 4,67 miliardi di euro, in conseguenza a minori costi operativi (-2,8%), mentre il Common Equity Tier 1, l’indice di solidità patrimoniale è salito al 14,9%, rispetto al 13,9% di inizio anno, tenendo conto di 1,93 miliardi di euro di dividendi maturati nel semestre. La Bce ha infatti sospeso lo stacco delle cedole per gli istituti di credito, ma Intesa intende ottenere l’approvazione della Bce per una distribuzione cash da riserve nel 2021 alla luce dell’utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020 (1,925 miliardi), il che corrisponderebbe a un dividendo straordinario il prossimo anno.

Entro fine 2021 — «quando lo scenario macroeconomico sarà più chiaro» — Messina presenterà il prossimo piano industriale, ora però il focus è su Ubi e sui suoi dipendenti: «Non abbiamo nessun interesse nell’Europa dell’Est», ha smentito il manager, aggiungendo «con questa mossa abbiamo certamente creato un ulteriore e significativo distacco dall’altro player italiano (Unicredit, ndr), che a questo punto non è più la più grande banca italiana».

I talenti della banca

«Guiderò il team che selezionerà i talenti Ubi per includerli nei nostri piani»

Messina ha poi rivendicato il ruolo «acceleratore dell’economia italiana», forte dei circa 35 miliardi il nuovo credito erogato a famiglie e imprese nel primo semestre 2020, ma ha fatto presente la necessità per il governo di una estensione «di un anno, non di due mesi» della moratoria dei mutui per assicurare alle famiglie liquidità. «Se l’estensione non ci sarà si avrà un incremento dei prestiti non performanti, che non sarà drammatico ma se si riuscisse ad evitare sarebbe meglio». Ciononostante, il consigliere delegato ha espresso apprezzamento per l’esecutivo Conte: «Credo che questo governo stia facendo tutto il possibile per accelerare la crescita nel nostro Paese. Non è facile gestire una crisi sanitaria e negoziare in Europa con una posizione non di forza. Credo abbiano ottenuto buon risultato». Ieri il titolo di Intesa Sanpaolo ha chiuso a 1,7 euro a +5% trainando la Borsa.

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