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Intesa colloca 500 milioni di bond subordinati

Doppia operazione sui bond lower tier 2 per le banche italiane intenzionate a ricostituire il capitale dopo la decisione delle autorità europee di cancellare i vecchi titoli dal computo. Collocamento da 500 milioni per Intesa Sanpaolo di titoli di questa categoria e annuncio del mandato alle banche e avvio del road show per il Banco Popolare. 
In una giornata non facile per i mercati finanziari con gli spread sui periferici che hanno ripreso ad allargarsi ancora sui timori per la Grecia che potrebbe mancare il pagamento della tranche in scadenza del finanziamento Fmi, l’istituto ha deciso di andare avanti comunque. L’ammontare finale è stato di 500 milioni per il bond con scadenza 10 anni e cedola al 2,855%, quotato con uno spread sul tasso midswap di 240 punti base. L’ammontare dell’emissione aprile 2025 è stata più contenuta rispetto alle attese che erano di un importo pari a 750 milioni. Tuttavia lo spread si è mantenuto in linea con le prime indicazioni di prezzo che erano state di 240 punti base. Il timing ha certamente pesato in una giornata di sofferenza per i mercati : alcuni operatori ritengono che in questo contesto essere riusciti ad mantenere lo spread iniziale sia stato un risultato positivo. La precedente emissione di titoli subordinati risale al settembre dello scorso anno. Nell’allocazione, i fondi hanno rappresentato il 59% dei sottoscrittori, 24% banche, 11% assicurazioni e fondi pensione. L’Italia ha pesato per il 40% e Uk il 24%L’operazione è stata gestita da Banca Imi, BofA, Credit Agricole, Credit Suisse. Per Intesa Sanpaolo, il provvedimento europeo si era tradotto nella cancellazione di 2,4 miliardi di capitale in parte ricostituito con l’emissione di ieri. I titoli ancora in circolazione erano stati sottoscritti in prevalenza dalla clientela retail ed è molto probabile che non verranno ritirati.
Anche il Banco Popolare si prepara a collocare un bond subordinato lower tier 2: ieri è stato dato mandato alle banche d’affari Aletti, BofA Merrill Lynch, Bnp Paribas, JP Morgan, Nomura e Ubs. Il road show inizierà venerdì 17 aprile ma l’emissione potrebbe essere posticipata a quando le condizioni di mercato saranno più favorevoli. Nel corso dell’assemblea dei soci, l’a.d. Pier Francesco Saviotti aveva parlato della preparazione un bond lower tier2 per istituzionali, con un taglio da 750milioni-un miliardo. Come per Intesa Sanpaolo, lo scopo dell’emissione è la ricostituzione del capitale: il Banco ha dovuto escludere dal computo 800 milioni di bond subordinati, facendo scendere il Total capital ratio al 14,8% dal 16,5% del precedente trimestre. Questi titoli in prevalenza sottoscritti dalla clientela retail offrono una cedola del 5,5 per cento. L’istituto al momento non ha urgenza di ricostituire il capitale avendo a disposizione una robusta struttura patrimoniale. Nel corso del road show è probabile che sarà data massima attenzione ai risultati finanziari dell’istituto di credito.
L’ultima emissione subordinata del Banco Popolare risale al 2013 anche in quel caso l’emissione era stata rivolta al retail Lo scorso febbraio, invece l’istituto era tornato sul mercato dei covered bond dopo un’assenza di 4 anni collocando un miliardo di titoli con uno spread di 28 punti base sul tasso midswap. L’emissione aveva raccolto richieste per 2,5 miliardi di euro.

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