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Intesa e Cariparma: pronti a ricapitalizzare il fondo Atlante 2

Intesa SanPaolo e Cariparma escono allo scoperto e confermano l’intenzione di contribuire alla ricapitalizzazione di Atlante 2. La volontà di partecipare al rifinanziamento del veicolo acquista-Npl è arrivata ieri dagli stessi vertici dei due istituti, a margine di una conferenza alla Luiss. Intesa SanPaolo, ha detto il presidente di Ca’ de Sass, Gian Maria Gros Pietro, contribuirà alla ricapitalizzazione con 40 milioni, come anticipato dal Sole 24Ore lo scorso 13 settembre, mentre Cariparma-Credit Agricole dovrebbe mettere sul piatto circa 30 milioni.
A proposito della vendita delle tre Casse dell’Italia centrale – Rimini, Cesena e San Miniato- a Cariparma, il numero uno di Ca de’ Sass, Gian Maria Gros Pietro ha auspicato «la conclusione entro fine mese».
La data cerchiata di rosso sul calendario è quella del 29 settembre, quando dovrebbe essere apposta la firma tra l’istituto italo-francese e le parti coinvolte (lo stesso Atlante 2 e il braccio volontario del Fitd) in vista dell’avvio dell’iter autorizzativo da parte della Vigilanza, così da arrivare alla closing entro fine anno.
A dare il suo apporto al rifinanziamento di Atlante 2, che è stimato attorno a 280-300 milioni ed è finalizzato come noto all’investimento nella tranche mezzanine della cartolarizzazione dei crediti deteriorati dei tre istituti, sarà come detto anche Cariparma-Credit Agricole. «Faremo la nostra parte. La disponibilità a ricapitalizzare Atlante 2 c’è», ha detto il numero uno di Cariparma-Credit Agricole Giampiero Maioli. Il manager, che ha sottolineato come il gruppo abbia «un piano da un miliardo di investimenti nei prossimi tre anni», ha confermato di essere fiducioso di «riuscire a trovare un accordo entro fine mese».
Tassello dopo tassello, si va così componento il mosaico relativo alla messa in sicurezza dei tre istituti. I circa 300 milioni di euro mancanti per la cartolarizzazioni dovrebbero essere colmati da una manciata di gruppi: 40 milioni dovrebbero arrivare, oltre che da Intesa Sanpaolo, anche da parte di UniCredit, mentre 30 li metterebbero Agricole e doBank. Altri 140 milioni sarebbero invece a carico di Sga e Poste o Cassa depositi e prestiti. Ieri intanto l’assemblea dei soci di Carim ha dato il via libera all’aumento di capitale per un massimo di 250 milioni di euro. Operazione finalizzata «all’acquisizione del controllo di banca Carim da parte del gruppo Crédit Agricole Cariparma».

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