Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Intesa cambia la Banca dei Territori

Intesa Sanpaolo stringe le maglie della Banca dei Territori: tre segmenti di business, una struttura più capillare che vedrà circa 380 aree commerciali sparse per l’Italia (contro le 28 di oggi) governata da mille nuovi direttori, che avranno il compito di valorizzare le professionalità presenti nella banca (che non farà esuberi) e al tempo stesso di estrarre maggior valore aggiunto.
Alla divisione della Banca dei territori, che nei primi sei mesi dell’anno ha contribuito ai risultati di gruppo con 5,7 miliardi di ricavi (il 67% del totale) e 749 milioni di utile netto, il piano industriale presentato da Carlo Messina a marzo richiede uno degli sforzi più impegnativi (una crescita media annua dei ricavi del 3,2%), e per martedì scorso il Consiglio di Gestione ha approvato il nuovo assetto organizzativo, che ieri è stato presentato ai sindacati dal chief operating officer, Omar Lodesani.
Confermate le sette direzioni regionali (dove i responsabili verranno sostituiti nei prossimi mesi, non appena matureranno i requisiti per la pensione), le novità sono a valle: attualmente, si diceva, la BdT conta 28 aree. Da gennaio – il lancio è previsto per il 19 – diventeranno 380: 250 aree retail (cui faranno capo 3.450 filiali), 100 aree personal (850 le filiali), 30 aree imprese (200 filiali). Ognuna delle tre “filiere” sarà governata da un direttore commerciale ad hoc a livello regionale: così, i sette coordinatori regionali avranno modo di stringere la presa sulla struttura, in un approccio per segmento che dovrebbe consentire alla banca di offrire a ogni cliente il proprio interlocutore e al tempo stesso di aumentare ricavi e profitti.
La pianta organica, i nuovi responsabili, nonché il trattamento economico che verrà assegnato alle professionalità più elevate saranno comunicati entro fine novembre: «Le persone sono il nostro asset chiave, e ogni persona ha il proprio piano di impresa da conseguire – ha sottolineato Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo. «Abbiamo definito il Piano come un progetto di vita per la nostra banca, che avrebbe consentito di crescere insieme valorizzando le nostre capacità e le nostre aspirazioni. Il nuovo modello avrà un impatto senza precedenti sulla nostra capacità di rispondere alle esigenze di famiglie e imprese, facendo della valorizzazione delle nostre competenze specializzate e della centralità del territorio gli elementi differenzianti per raggiungere i risultati attesi».
Tempi diversi, invece, per la riforma della governance. Di cui ha fatto il punto, sempre ieri, il presidente del Consiglio di Gestione, Gian Maria Gros-Pietro: «Non credo che potremo presentare un progetto per la prossima assemblea», ha detto. Di conseguenza, «la revisione della governance può avvenire in tre modi: dicendo che così com’è va benissimo, mantenendo il duale e non modificandolo oppure abbandonando il duale», ha aggiunto Gros-Pietro, chiarendo che sarà Crisci&Partners l’advisor chiamato ad aiutare Intesa nella valutazione dei meccanismi di funzionamento degli attuali consigli, cui spetterà decidere sulla governance. Gros-Pietro ieri è intervenuto alla cerimonia di consegna di due borse di studio intitolate a Luigi Arcuti, ex dg dell’allora San Paolo ed ex presidente Imi, scomparso nel 2013.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non deve essere stato facile occupare la poltrona più alta della Bce nell’anno della peggiore pes...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Prelios Innovations e Ibl Banca (società attiva nel settore dei finanziamenti tramite cessione del ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La pandemia ha spinto le famiglie italiane a risparmiare di più. E questo perchè il lockdown e le ...

Oggi sulla stampa