Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Intesa cambia il duale, nuovo cdg

È destinata a rafforzarsi la presenza dei manager nel consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo: attualmente ce n’è uno solo, il consigliere delegato, a partire dal prossimo rinnovo delle cariche – nel 2013 – saliranno da due a un massimo di quattro, a seconda del numero totale dei consiglieri, che come oggi potrà variare da 7 a 11. La riforma approvata ieri dai consigli della banca, che si sono riuniti a Torino, punta a snellire ed efficientare il governo della banca, e sempre in quest’ottica verranno cancellate le commissioni interne al consiglio di gestione.
Oggetto di discussione da qualche mese con le Fondazioni azioniste, la nuova governance – un «esperimento», com’è stata definita ieri durante il dibattito nel Consiglio di Sorveglianza – è stata formalizzata in alcune modiche agli articoli dello statuto che disciplinano il Consiglio di Gestione, e ora la bozza con la nuova formulazione è stata inviata in Banca d’Italia, chiamata a esprimersi entro 90 giorni (ma si prevede che il via libera possa arrivare ben prima). Quindi la parola passerà ai soci, nel corso di un’assemblea straordinaria che dovrebbe essere convocata nei prossimi mesi.
I ritocchi allo statuto
Confermata la scelta del sistema duale, nei mesi scorsi talvolta messa in discussione, la nuova governance rappresenta un’evoluzione dell’equilibrio che si era dato il gruppo nell’autunno 2006, quando era nato dalla fusione tra Intesa e Sanpaolo. Le modifiche approvate ieri sono volte ad «assicurare un maggior grado di rispondenza del consiglio di gestione, nella sua dimensione collegiale, ai connotati di marcata esecutività che si riconoscono tipici dell’organo di gestione nel sistema di governance dualistico e a conseguire allo stesso tempo uno snellimento delle procedure interne», recita il comunicato diffuso ieri sera dalla banca. Come accennato, la nuova formulazione dell’articolo 13 dello statuto prevede che il Consiglio di Gestione sia formato da 7 a 11 membri; prima di tutto il consigliere delegato, poi una componente esecutiva di cui faranno parte – oltre allo stesso ceo – i due vice presidenti e «un numero di membri scelti tra i dirigenti di società appartenenti al gruppo: due qualora il Consiglio di Gestione sia composto da sette o otto membri, tre qualora sia composto da nove o dieci membri, quattro qualora sia composto da undici membri». Infine, ci sarà la componente indipendente, composta dal presidente e dai restanti membri.
Un’approvazione unanime
Le modifiche allo statuto ieri sono state approvate all’unanimità da entrambi i consigli, nel corso di un dibattito pacato; anche in seno al Consiglio di Gestione, l’organo direttamente coinvolto nei ritocchi, non ci sono stati voti contrari. D’altronde, scampato il “pericolo” di un superamento del duale e di un Consiglio di Gestione composto da una maggioranza di manager, anche per le fondazioni minori sembrano garantiti gli spazi di rappresentanza.
Resta invariata, comunque, la centralità del Consiglio di Sorveglianza: è a quest’ultimo, infatti, che spetterà decidere il numero dei rappresentanti del Consiglio di Gestione e, soprattutto, scegliere i nomi dei manager che vi avranno accesso. Ieri il tema non è stato neanche sfiorato, tuttavia – secondo quanto raccolto dall’agenzia Radiocor – é stata posta la questione sulla possibilità o meno dei direttori generali di entrare nell’organo: da un punto di vista tecnico-legale non sussisterebbe alcun problema, fermo restando che una scelta definitiva non é ancora stata fatta, dunque i giochi resteranno aperti ancora a lungo.
Le quote rosa
Tra le altre modifiche approvate ieri a Torino, anche il recepimento del principio di «parità di accesso» agli organi di amministrazione e controllo delle società quotate, con l’introduzione del meccanismo delle “quote rosa” nelle procedure di composizione, integrazione e sostituzione dei consigli.
Ieri, in una giornata che ha visto la banca lanciare con successo un bond senior da 1,25 miliardi (si veda pagina 8), a Piazza affari il titolo Intesa ha chiuso a 1,34 euro, in calo dello -0,81 per cento.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa