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Intesa cambia, i manager nel board

Intesa Sanpaolo aggiorna la governance e apre le porte del consiglio di gestione ai manager, allineando così il modello organizzativo al duale “puro”. Le modifiche sono state approvate ieri a Torino dai consigli di sorveglianza e gestione di Ca’ de Sass, che ora trasmetterà il nuovo statuto aggiornato alla Banca d’Italia per il nulla osta.
La novità più importante è l’allargamento del board, oggi composto da nove membri di cui l’unico esecutivo è il consigliere delegato Enrico Tomaso Cucchiani. Nella nuova versione il consiglio di gestione sarà formato da un minimo di sette a un massimo di 11 membri, di cui fino a quattro dirigenti operativi e il resto indipendenti. Nel dettaglio, oltre al consigliere delegato e ai due vicepresidenti, la componente manageriale sarà rappresentata da due a quattro manager a seconda del numero complessivo dei membri del consiglio di gestione: due nel caso il board sia composto da sette o otto membri, tre se sarà a nove o 10, e quattro nel caso di un consiglio a 11 membri.
Le modifiche varate ieri, ha spiegato Intesa in una nota, «sono volte ad assicurare un maggior grado di rispondenza del Consiglio di Gestione, nella sua dimensione collegiale, ai connotati di marcata esecutività che si riconoscono tipici dell’Organo di gestione nel sistema di governance dualistico e a conseguire allo stesso tempo uno snellimento delle procedure interne». L’ingresso dei manager in consiglio consentirà infatti l’eliminazione delle tre commissioni istituite due anni fa, quando la governance di Intesa venne emendata una prima volta per allineare il duale ai desiderata di Palazzo Koch e rendere il consiglio di gestione realmente esecutivo. La nuova articolazione rende di fatto superato lo schema. Le tre commissioni, composte esclusivamente da membri del consiglio di gestione, si occupavano di «piani di impresa», «patrimonio e bilancio» e «crediti e rischi» con funzioni istruttorie e consultive verso il consigliere delegato. Ora queste funzioni vengono riportate all’interno del board. Con la revisione Intesa ha anche adeguato lo statuto alle norme sulle «quote rosa».
A questo punto la parola passa alla Banca d’Italia che ha 90 giorni di tempo per il nulla osta, dopo di che Bazoli convocherà l’assemblea straordinaria per approvare la nuova governance. Nel frattempo a Ca’ de Sass il lavoro proseguirà per definire l’assetto del nuovo consiglio di gestione, che alla fine potrebbe essere formato da nove componenti.
Per Intesa ieri non è stato solo giorno di consigli. In mattinata Ca’ de Sass è infatti tornata sul mercato con il collocamento di un bond a quattro anni per 1,25 miliardi di dollari, che ha spuntato uno spread di 345 punti base sopra il midswap.
Da registrare, infine, la riunione, sempre a Torino, della Compagnia di Sanpaolo, primo azionista di Intesa Sanpaolo, che ha completato le nomine in consiglio generale con l’ingresso di Giulio Sapelli, Stefano Ambrosini, Fabrizio Cellino, Gian Giacomo Migone, Giorgio Palestro, e Franca Fagioli entrata per cooptazione.

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