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Intesa e Bper rivedono l’accordo sugli sportelli Ubi

Intesa Sanpaolo e Bper modificano l’accordo per la prevista cessione dei 400/500 sportelli di Ubi, in caso di successo dell’Offerta pubblica di scambio di Ca’ de Sass sull’ex popolare lombardo-veneta. E si accordano per uno sconto che varierà in funzione dell’andamento dei mercati.

Le due banche hanno annunciato di aver raggiunto un accordo integrativo per la modifica del calcolo del prezzo degli asset oggetto di scambio. Nell’ambito del nuovo accordo, il previsto corrispettivo che Bper riconoscerà a Intesa è stato rideterminato in un importo che sarà pari al minore tra il valore precedentemente concordato, ovvero il 55% del patrimonio di Ubi in termini di Cet 1 relativo al ramo oggetto di cessione, e l’80% del multiplo implicito pagato da Intesa Sanpaolo per il patrimonio in termini di Common Equity Tier 1 di Ubi.

Di fatto le due banche si sono accordate per definire un nuovo meccanismo di calcolo che garantisca un prezzo flessibile per gli asset che devono essere ceduti da Intesa per rispettare gli obblighi Antitrust: non potendo salire oltre il livello concordato al momento del lancio dell’Ops, il valore di cessione si muoverà al ribasso in maniera coerente con il prezzo sborsato dalla stessa Intesa per acquisire Ubi, garantendo a Bper lo stesso livello di sconto previsto inizialmente.

Una mossa resasi necessaria alla luce del significativo deterioramento delle condizioni di mercato avvenuto nel corso delle ultime settimane. I pesanti ribassi borsistici registrati dai titoli delle banche – pari a circa il 50% nell’ultimo mese – hanno infatti reso fuori mercato il valore (pari a 0,55 volte il patrimonio netto tangibile) fissato inizialmente per la vendita dei 400/500 sportelli. Oggi il mercato bancario italiano registra multipli attorno allo 0,20-0,30 del patrimonio netto tangibile.

La modifica del calcolo del prezzo è stata quindi necessaria per salvaguardare l’intera architettura dell’operazione di cessione, che rimane intatta in termini relativi. Sull’Ops di Intesa su Ubi ieri è tornata ad esprimersi Equita Sim, secondo cui «una volta che lo shock esterno sarà riassorbito, il posizionamento competitivo di Intesa migliorerà ulteriormente in termini assoluti e relativi grazie all’acquisizione di Ubi».

Bper, inoltre, vede ridimensionare (almeno potenzialmente) anche la size dell’aumento di capitale a servizio dell’operazione. Al momento del lancio dell’Ops, la stima del fabbisogno per i 400/500 sportelli oscillava attorno ai 700/800 milioni. Ovvio però che il nuovo meccanismo di calcolo lascia aperta la porta a un ribasso della size dell’aumento. L’operazione di ricapitalizzazione, va detto, ad oggi rimane impraticabile, vista la fuga degli investitori da qualunque tipologia di asset a fronte dell’emergenza sanitaria in atto. Ma va anche detto che l’operazione di rafforzamento, che è garantita da Mediobanca, verrà messa a terra in autunno, realisticamente tra settembre e ottobre, quando le condizioni potrebbero essere diverse di quelle attuali.

 

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