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Intesa batte le stime degli analisti raddoppia l’utile trimestrale e conferma 2 miliardi di cedola

Gli utili trimestrali di Intesa Sanpaolo battono le attese degli analisti. E lo fanno nonostante il calo degli interessi netti e grazie a una crescita delle commissioni e del risultato dell’attività di negoziazione, insieme con una riduzione delle svalutazioni sui crediti. Nel dettaglio, il gruppo bancario guidato dal consigliere delegato Carlo Messina, nei tre mesi al 31 marzo 2015, ha realizzato profitti per 1,064 miliardi, in progresso sia dai 503 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso, sia dai 660 milioni attesi dalla media degli analisti interpellati da Bloomberg . Una nota di Intesa fa notare che si tratta del migliore risultato dal primo trimestre del 2009. A spingere l’utile è stata la crescita da 1,58 a 1,812 miliardi delle commissioni nette, quella da 151 a 602 milioni del risultato dell’attività di negoziazione, favorito dalla fase positiva dei mercati finanziari, nonché la riduzione delle rettifiche di valore nette sui crediti, passate da 1,077 miliardi a 755 milioni.

Al contrario, gli accantonamenti a “fondi rischi e oneri”, che incidono negativamente sull’ultima riga di bilancio, sono cresciuti da 55 a 126 milioni, mentre il margine di interesse, che rispecchia l’andamento dell’attività bancaria tradizionale, è sceso da 2,1 a 1,973 miliardi. «Il margine di interesse ha toccato il fondo», ha non a caso dichiarato Messina agli analisti, prima di aggiungere: «Questo trimestre rappresenta il punto di minimo, è difficile dire come possa evolvere in futuro, ma penso possa migliorare nel 2015». Ciononostante, l’ad di Intesa, concentrandosi sull’utile, ha giudicato i risultati «ottimi », precisando che rappresentano «la miglior base di partenza del 2015 e la conferma del ruolo svolto da Intesa a sostegno della ripresa italiana». Il gruppo, nel Belpaese, opera con 4.392 sportelli bancari (sui 5.779 totali) e impiega 89.315 dipendenti. I numeri sono stati accolti in maniera positiva anche dalla Borsa, dove ieri le azioni Intesa hanno guadagnato l’1,91% chiudendo la seduta a 3,206 euro.
Alla luce dei numeri trimestrali, l’istituto di credito di Ca’ de Sass ha confermato l’impegno a distribuire «due miliardi di euro di dividendi in contanti» ai propri azionisti per l’esercizio 2015. Il piano industriale in corso prevede come obiettivo al 2017 un utile di 4,5 miliardi, con un monte dividendi complessivo pari a dieci miliardi suddiviso in un miliardo nel 2014, che è stato già distribuito, due per l’anno in corso, tre per il 2016 e quattro per il 2017. Per quel che invece riguarda la possibilità di nuove acquisizioni, l’ad Messina ha spiegato che la banca è interessata solo ai settori del risparmio gestito, dove opera con Eurizon, e del private banking, dove è attiva con Fideuram. Non a caso, per quest’ultima controllata, Messina è stato piuttosto esplicito non escludendo una crescita attraverso acquisizioni. Viceversa non viene presa in considerazione la possibilità di una quotazione in Borsa, né per Fideuram né per Eurizon. «Al momento non mi serve e non crea valore per i miei investitori», ha detto Messina tranchant .
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